Mare di parole perdute

         Mare di parole perdute
 
 
 
 
Quel giorno, oppressa da indicibile tedio, chiamerò a raccolta le mie muse, le pregherò di porgermi un aiuto. Quel giorno innalzerò covoni di parole, saranno immensi e altissimi, li immolerò all'amore, dal rogo, si leveranno scintille di policromi desideri abortiti, di ali e vele strappate. Di parole tagliate con lame di fuoco, sul nascere, Prima ancora di riuscire, per un istante, a vivere. Pensieri e aneliti perduti, smarrimenti onirici, Labirinti esistenziali, esiti imprevedibili. Il sogno, divenuto "aguzzino" del vivere, dipendente, aggrappato, totalmente "inerme e indifeso", come cucciolo di acquatiche vite, che suscita tenerezza infinita, in coloro che abitano il mare. Il mare, il mare, il mare dentro il mare, sotto il mare, penetrati dal mare, posseduti dal mare, allarmati dal mare, prigionieri del mare, sudditi del mare, inquilini abusivi del mare, sfrattati dalle onde anomale, deprivati dalla sua musica sinfonica dai suoi inusitati boler...

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