Mare selvaggio

Mare inquieto, vento pungente, sole dispettoso, nuvole accalcate pronte a scaricare pioggia e la solitudine che troneggia sul lungomare.
La sabbia è di un senape smorto, essa lascia ancora spazio agli strascichi di un inverno non ancora terminato.
Spiaggia deserta, priva di vita, qualche auto che sfreccia sulla strada poco più indietro e le assordanti onde che sovrastano tutti i rumori circostanti.
Mi sento come il tempo atmosferico: claudicante nella sua stabilità, troppo calmo nella sua violenta agitazione, troppo combattivo per cedere all'apatia delle frequenti tempeste della vita, rassegnato alla corrosione della speranza, inarrestabile nell'andare avanti e non farsi domande.
Distolgo l'attenzione dall'ipnotico specchio d'acqua salata e continuo a camminare strappando un sorriso liberatorio.
Ripenso al tempo trascorso e al colore della sabbia che sarà dorato nuovamente; basta solo aspettare un'altra stagione della vita.   

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