Maria

                         La piccola Maria, era rannicchiata nel suo lettino di ferro contrassegnato, come ogni suo capo di abbigliamento, dal numero 22.
Faceva freddo, era inverno ormai e la pesante coperta autarchica la soffocava, senza riuscire a riscaldarla, benché se la fosse tirata su su, fino a coprire i capelli biondi, fini e lisci raccolti in due striminzite treccine fermate da elastici grigi.
Un silenzio di respiri infantili aleggiava nel grande dormitorio, dove circa una cinquantina di bambine dormivano immerse in sogni diversi.
La luce opaca della luna che filtrava dalla porta finestra del grande terrazzo su cui la camerata si affacciava, illuminava in modo spettrale il copriletto bianco, dando spessore e vita ai grossolani rammendi che ne ricoprivano la superficie.
In altri momenti si sarebbe divertita ad interpretarli, a inventare storie sulle forme strane che essi assumevano ogni volta che spostava i piedi, dando così libero sfogo alla sua fervida fantasia ed al suo costante desiderio di evasione da quel luogo chiuso e triste, in cui anche solo alzare gli occhi al cielo per ammirarne l'azzurro, era considerata mancanza di pudore ed umiltà.
Ora in quei rappezzi non vi era nulla di fantastico e liberatorio, riusciva solo a vederci altri fantasmi che alimentavano maggiormente il suo terrore.
Fuori il vento soffiava impetuoso tra i rami dei vecchi pini, grattacieli grigi e frondosi della pineta che circondava il collegio.
Aveva paura, sapeva che sarebbe accaduto di nuovo e per questo, come una preghiera, si ripeteva in continuazione le stesse parole, nella speranza di riuscire ad affrontare, anche questa volta, l'ennesima prova con coraggio, senza piangere e senza lamentarsi.
"Sono un soldato con la giacca blu, sono Sandokan, D'Artagnan, il Corsaro Nero...non ho paura...non griderò...sono un soldato con la giacca blu, sono Sandokan, D'Artagnan, il Corsaro Nero...non ho paura...non griderò...".
Quel mattino, dopo un'altra delle sue piccole marachelle, Suor Vilma l'aveva guardata con i suoi occhi di fuoco e, con voce trionfante, aveva esclamato davanti all'intera classe :" Le bambine cattive vanno all'inferno, perché le loro azioni feriscono Gesù...il diavolo in persona verrà a far sentire la sua presenza a chi si macchia di peccato...".
Non aveva voluto pensarci per l'intera giornata, ma ora, lo sapeva, il diavolo, nero, con gli occhi di brace, lo sguardo malvagio, le orecchie a punta e gli arti equini, così ben rappresentato sul libro delle preghiere, sarebbe arrivato.
Non lo [...]

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