Maria Ficarra,Avventure tragicomiche di un povero sfigato

Il vaso di Pandora Avventure tragicomiche  di un povero sfigato di Maria Ficarra Le assurde peripezie di Gerondio,   iettatore in un romanzo surreale e divertente pubblicato da Laruffa La leggenda di Re Mida narra che qualsiasi oggetto quest’uomo toccasse, si tramutasse in oro.
È risaputo.
Gerondio no, lui ha un altro “dono”, quello di distruggere, metaforicamente parlando, qualunque cosa si trovi al suo passaggio.
Gerondio, il protagonista del romanzo di Giuseppe Gerasolo (Laruffa Editore, pp.
86, € 10,00), deve la fama alla propria formidabile sfortuna.
E non parliamo di gatti neri, che in confronto sono niente; non è questione di colore viola che tanto fa paura: questo è il caso di sfoderare tutte le migliori armi di difesa, dal ferro di cavallo al classico corno passando attraverso gli scongiuri perché Gerondio, per gli “amici” Geo, «era uno iettatore e giorno per giorno la sua fama aumentava assieme alla sua tetra potenza».
Gerondio è un inno all'imperfezione umana, ai cataclismi innati ed a tutto ciò che la mala sorte offre con le sue grinfie.
Sfortunati di tutto il mondo, unitevi! Le difficili avventure di Geo rasentano quasi l’inverosimile: certamente si può considerare assolutamente nella norma la cosiddetta giornata storta, dove tutti gli eventi sembrano accavallarsi seguendo chissà quale strano disegno divino.
Ecco, la giornata storta è per Geo la normale quotidianità: una semplice mattinata nei campi ad aiutare quell’energumeno di suo padre si trasforma in una lotta alla sopravvivenza; un comunissimo giorno di scuola finisce con l’allontanamento del nostro amico ai livelli di un appestato.
Un viaggio in treno per attraversare l’Italia da una parte all’altra diventa quasi un giro del mondo in 80 giorni.
E, goccia che fa traboccare il vaso, una pur minima parvenza di positività, di fortuna (non necessariamente quella con la F maiuscola, Geo non pretende tanto), viene immancabilmente offuscata.
A questo punto lo si può dire: non c’è nessuno più scalognato di Geo.
«Oramai si era formato un trio inossidabile: Gerondio, la sfortuna che lo attanagliava […] e la capacità di fare lo iettatore».
La sfortuna di Gerondio si manifesta già alla sua nascita e si protrae per tutta l’infanzia: unica nota positiva è che, malgrado le malelingue della gente comune, Geo cresce bello come un fiore.
E purtroppo potrà contare solo su questo.
Il campo dell’amicizia non è proprio il suo forte, poiché la lealtà dei suoi finti amici è pari solo al disprezzo ed alla paura, o [...]

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