Marianne Werefkin, l'Amazzone dell'arte

  da novembre 2009 al 14 febbraio 2010 al Museo di Roma in Trastevere.
  Alla pittrice russa, grande protagonista dell'avanguardia, è dedicata una mostra a Roma: opere a tempera, disegni, bozzetti e diari raccontano il suo percorso creativo nella rivoluzione artistica del Novecento   Marianne Werefkin Il danzatore Alexander Sacharoff, 1909 tempera su carta incollata su cartone Fondazione Marianne         Marianne Werefkin Città in Lituania, 1913 tempera su carta incollata su cartone Fondazione Marianne Werefkin, Ascona All'arte dell'emozione e all'arte al femminile è dedicata la mostra “Marianne Werefkin.
L'Amazzone dell'avanguardia” ospitata dal 25 novembre 2009 al 14 febbraio 2010 al Museo di Roma in Trastevere.
Cinquanta dipinti a tempera, venti libretti di schizzi, dodici disegni e le pagine di un diario ci accompagnano alla scoperta della colta e raffinata pittrice russa, grande protagonista femminile della rivoluzione artistica dei primi del Novecento, per la prima volta al centro di una mostra in Italia.
Cresciuta alla corte degli ultimi zar, grazie alle nobili origini della madre e al lavoro del padre, generale della Fortezza di Pietro e Paolo a San Pietroburgo, comincia da giovanissima la sua attività di pittrice come allieva Il'Ja Repin, il più importante esponente del realismo russo.
Soprannominata la “giovane Rembrant russa”, Marianne Werefkin, incontra proprio nella scuola di Repin il pittore Alexej von Jawlensky, con cui intesse un rapporto sentimentale e professionale che durerà per trent'anni.
Grazie alla sua cultura e alla sua preparazione si rende conto dell'esigenza di creare una nuova arte grazie a un rinnovato linguaggio artistico.
Con la sua opera, sia a livello teorico che pittorico, getta le basi per la nascita della nuova arte astratta, contribuendo anche alla nascita nel 1909 della Neue Künstlervereinigung München e del Blaue Reiter, di cui era definità “l'Amazzone”.
Nel suo atelier in Lituania, sono molti gli amici artisti con cui si confronta, nomi importanti del panorama culturale dei primi anni del Novecento, come Kandiskij, Münter, Marc e Klee.
Ben conscia del suo status di donna, a causa del quale sarebbe stato impossibile divenire l'artista di riferimento del nuovo linguaggio delle avanguardie, decide di educare e di plasmare il suo compagno a questo compito, dedicandosi a lui completamente, tanto da allontanarsi così per un periodo dalla pittura.
Questo momento di stasi nella sua arte coincide con il suo soggiorno a Monaco, in anni fondamentali in cui si [...]

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