Marte quadrato alla luna - I Capitolo

Perché non ho indossato abiti più pesanti stamattina? Il freddo mi penetra dentro, nelle più oscure profondità del mio essere, e mi congela da capo a i piedi.
Tutta, tranne i miei pensieri, febbrili come al solito.
Affretto il passo, come se ciò potesse servire a riscaldarmi.
Mantova è quasi deserta oggi, ma non credo che ciò dipenda unicamente dal gelo polare.
Ormai solo il giovedì mattina, giorno di mercato, la città si anima, tornando a assumere le sembianze di una Signora elegante e popolare.
Gli altri giorni, a causa della penuria cronica di parcheggi, si viene qui solo per lavorare.
Lo shopping si è spostato altrove, nei grandi centri commerciali fuori città, a scapito dei simpatici negozietti di quartiere.
E' strano, ma nonostante cinque anni vissuti nella caotica Roma, mi sembra di non aver mai lasciato questo posto.
Questo ritorno alle origini - forzato e necessario - è un autentico salto nel passato, eppure sono a casa.
Come se il minuscolo monolocale in zona Cinecittà, arredato con mobili da rigattiere e pochi soldi, fosse ormai dimenticato, relegato già nella scatola dei ricordi.
Assurdo: scaccio il pensiero con decisione.
Ok, appartengo a questa città, ci sono nata, ma poche ore qui non possono cancellare un'autonomia conquistata con sofferenza.
Una passante mi scruta a lungo, probabilmente si chiede dove e quando le nostre strade si sono incrociate.
Non è mai successo, in effetti, però sono conosciuta a Mantova.
Non per me.
Ma per la mia famiglia.
La nebbia è così spessa che per poco non manco la casa.
Costringo i miei piedi a fare dietrofront, la mente che già si ribella al pensiero di rivederla.
Lei.
E' lì dentro che mi aspetta, lo so.
Lei, così fuori posto in questa casa.
In questa città.
Nella mia vita.
Sono ferma davanti al portone, restia a bussare, a ricominciare daccapo un copione che non ho contribuito a scrivere, ma che sono obbligata a recitare perché lei lo pretende.
Non sono mai stata una buona attrice: non ho ereditato i suoi geni, a quanto sostiene da sempre, ma i critici avrebbero  qualcosa da ridire.
Le sue interpretazioni di gioventù...
Tutte stroncate, senza appello.
"Cristina Tessari, graziosa come poche, è un piacere da ammirare sullo schermo...
Peccato che si ostini a recitare, perché non si limita a fare la caratterista muta?" Questa critica, replica delle precedenti, è stata la goccia finale: quella che ha decretato il ritiro dalle scene della promettente Cristina che, ufficialmente, si è allontanata dal cinema per mettere al mondo due adorabili [...]

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