Marte quadrato alla luna - VIX Capitolo

"I giornalisti non se ne andranno tanto presto, non senza una dichiarazione.
E' una notizia troppo ghiotta".
Il tono di Massimo contiene tutta l'amarezza accumulata negli ultimi due giorni.
"Ti sbagli" rispondo, ostentando una sicurezza priva di fondamento.
"Vedrai che la notizia cadrà presto nel dimenticatoio, sostituita da una nuova".
Lui lascia ricadere la tendina e si stacca dalla finestra.
"Ti sbagli tu, Bella.
Tancredi è stato un celebre attore, osannato in tutto il mondo.
Dubito che lasceranno in pace Clari, e Dio solo sa se le servirebbe..." Le parole di diniego mi muoiono sulle labbra.
Non posso ostinarmi a negare la realtà: lui ha ragione.
Tancredi era considerato una leggenda e la sua morte violenta ha attirato uno sciame di giornalisti, tutti accaniti a cercare lo scoop della loro vita.
"Come sta Clarissa?" chiedo esitante.
"Sembra morta come Tancredi.
Ciò che l'addolora di più è non sapere chi lo ha ucciso".
Massimo da un'occhiata veloce alla Gazzetta e poi l'accartoccia con mani tremanti.
Il suo lancio nel cestino della carta straccia è esemplare e, infatti, non manca il bersaglio.
"La polizia brancola ancora nel buio?" L'immagine dell'ispettore Fuentes torna vivida alla mente.
Lui e il suo diabolico fascino.
Ma chi voglio prendere in giro? Non ho bisogno di scuse per pensare a lui, benché sia stato un cafone.
Tipico di chi ha Sole e Venere in Pesci gettarsi in situazioni complicate e potenzialmente fallimentari...
"L'ipotesi del ladro sta tramontando" ammette mio fratello con un sospiro stanco.
Mi stringo nel cardigan nero, improvvisamente infreddolita.
Massimo se ne accorge e rinuncia ad aprire la finestra dalla quale si ostina a osservare il nemico.
Non ho dubbi che anche la mamma sia immersa nella stessa contemplazione, anche se con sentimenti diametralmente opposti.
"Non è stato rubato nulla, Bella.
Beh, a parte il manoscritto".
Sollevo la testa di scatto, incuriosita da questa svolta delle indagini.
"Quello dell'autobiografia di Tancredi?" Mio fratello fa un cenno di assenso con capo, poi si siede sul divano, il viso grigio come la cenere.
La sua preoccupazione per Clarissa è evidente.
"Ma a chi poteva interessare il manoscritto? Una raccolta noiosa di vecchi aneddoti?" Massimo fa una smorfia e poi dice con franchezza.
"Cinquecento pagine al vetriolo, Bella, in cui raccontava gli anni d'oro del cinema italiano, svergognando gran parte dei suoi colleghi".
La rivelazione mi sembra propizia per la soluzione del mistero e lo faccio presente ad alta voce.
"Sì, forse il colpevole è uno dei tre [...]

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