Marx si racconta. Lettera al padre, 1837; Da: "Opere", vol. I, pp.

Lettera al padre
Berlino, 10 novembre 1837
Caro Padre! Ci sono momenti della vita, che si piantano come regioni di confine davanti ad un tempo trascorso, ma al tempo stesso indicano con precisione una direzione nuova. In un tale punto di passaggio ci sentiamo spinti a considerare con l’occhio aquilino del pensiero il passato e il presente, per attingere così la coscienza della nostra reale posizione. Si, la stessa storia del mondo ama un tale sguardo retrospettivo e si osserva, ciò che poi le imprime spesso l’apparenza della retrocessione e dell’arresto, mentre essa si getta soltanto sulla poltrona, per comprendersi, per penetrare spiritualmente la propria opera, l’opera dello spirito. Ma in tali momenti l'individuo diviene lirico, perché ogni metamorfosi è in parte canto di un cigno, in parte ouverture di un grande nuovo poema, che cerca di procurarsi un contegno in colori lucenti, ancora confusi; e tuttavia noi vorremmo elevate un monumento a ciò che si è una volta vissuto; questo de...

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