Mary and Max (2009)

Un film  d'animazione di  Adam Elliot.
Cast: Attori: Toni Collette (dà la voce a Mary), Philip Seymour Hoffman (dà la voce a Max), Eric Bana (dà la voce a Damien).
Australia, 2009 Trama: Mary è una bambina di otto anni che vive in un sobborgo di Melbourne (Australia), con due genitori completamente assenti: il padre infelice, un lavoro in fabbrica ad attaccare le cordicelle alle bustine di the, e la madre cleptomane, dedita all'alcool e al cricket, che racconta alla figlia che i bambini nascono nei boccali di birra.
Tutto quello che vorrebbe Mary è un vero amico, oltre al solo che ha, un pollo.
Così un giorno strappa una pagina da un elenco telefonico newyorkese trovato all'ufficio postale, e scrive una lettera al primo indirizzo che le capita per chiedere se anche negli Stati Uniti i bambini nascano nei boccali di birra.
Il destino - ovvio - ci si mette di mezzo.
La lettera giunge a Max, quarantenne ebreo, obeso, comunista, solo, in analisi, una vita di lavori saltuari, un guardaroba fatto di tute da ginnastica, incapace di comprendere la gente, perenne perdente alla lotteria, e malato di una particolare forma di depressione, ma con lo stesso problema di Mary: avere un amico vero, che non sia un uomo invisibile seduto su uno sgabello a leggere classici, o un pesce rosso.
Così, inizialmente scosso dall'evento inatteso di ricevere una lettera simile, com'è scosso da qualunque cosa nuova e inconsueta, Max risponde a  e i due diventano una coppia (solo all'apparenza male assortita) di amici di penna.
La storia si svolge nell'arco di 20 anni.
(www.ondacinema.it) Recensione: Il film è stato presentato al Sundance Film Festival e a Milano Film Festival.  Con uno stile di animazione (plastilina) che può ricordare "Wallace e Gromit" e la serie tv "Creature Comforts" - attenzione, solo nelle forma esteriore -, e il Tim Burton di "Nightmare Before Christmas" e "La sposa cadavere" - in alcuni episodi dark - , Elliot coinvolge lo spettatore con un umorismo sottile, inatteso, a volte tagliente, amaro, leggermente caustico, ma intriso di un'atmosfera sempre candida e innocente, perché con candore e innocenza i due protagonisti osservano e cercano (inutilmente) di capire i loro rispettivi mondi.
Una delle migliori produzioni australiane degli ultimi anni e una delle opere d'animazione più interessanti e coraggiose nel parlare con intelligenza di (mancanza di) amicizia e amore, e anche di morte, nevrosi, fobie, differenze sessuali e religiose, incomprensioni, ma soprattutto solitudine, senza ammiccamenti, senza [...]

Leggi tutto l'articolo