Massa: Traforo della Tambura, un disastro?

 Filippo Menconi per greenrportVogliono convincerci dell'affare, ma cerchiamo di non perdere di vista le nostre vere necessità, i piccoli interventi che migliorerebbero la vita di tutti i cittadini! Non permettiamo che si dimentichino i problemi quotidiani consentendo a chi vuole buttarci fango negli occhi, di puntare i riflettori su un lavoro di proporzioni immani che porterà vantaggi solo a pochi, già ricchi! Se siamo vissuti fino adesso senza il traforo che ci farebbe passare al di là delle Alpi Apuane, possiamo anche continuare così, senza accoltellare ulteriormente le nostre montagne già scavate, tagliate, spezzettate, martoriate da millenni.
Pensiamo semmai a mantenerle quanto più possibile integre, a tutelarle dalle frane, dagli smottamenti.
Sono anni che si parla di questo mega-progetto a suo tempo appoggiato anche dal ministro Matteoli, ma ancora oggi l'opinione pubblica è nettamente spaccata.
Da parte mia il più completo dissenso.
Ci rendiamo conto di cosa voglia dire scavare una montagna, a quali rischi potrebbe essere esposta una grande area di territorio e la popolazione delle frazioni montane? E oltre all'aspetto primario della pericolosità, valutiamo i vari intrecci di questa situazione: alla stragrande maggioranza dei cittadini massesi non verrebbe in tasca nulla di questa mastodontica opera, con un costo iniziale di 550 milioni di euro; un rientro economico praticamente zero quindi per tutta la popolazione, tranne i soliti Paperoni del marmo.
Non vorrebbe dire più turismo, non garantirebbe maggiori ingressi in città.E' stato dimostrato che non serve il traforo della Tambura perché nuovi avventori vengano a Massa, non cambia nulla dal punto di vista turistico.
Anzi, nella realtà pratica, di turisti ne potremmo perdere nel presente e nel futuro visto che l'escavazione del monte Tambura porterebbe alla perdita di tutto un materiale storico e paesaggistico sotterraneo impareggiabile.
Mentre non riesco a ravvisare nessun tipo di aspetto vantaggioso, facendo alcune osservazioni ne trovo ancora mille di svantaggiosi.
In merito alla salute ad esempio: bucare una montagna solleva polveri di ogni genere, per non parlare del serbatoio d'acqua delle sorgenti di Forno.
E la mostruosità paesaggistica? Una vasta fetta di montagna che vediamo tutti i giorni, che vedevano i nostri nonni, i nostri antenati, sparirebbe inevitabilmente e nessuno ce la potrà restituire.
Smettiamola di pensare in grande solo per le tasche di poche persone, la gente ha bisogno di interventi anche minimi, ma mirati, per [...]

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