Massimiliano Bruno in scena con "Zero" al Piccolo Eliseo di Roma

Roma, 22 mar.
(askanews) - Regista, sceneggiatore, attore, di recente al cinema con la sua commedia "Non ci resta che il crimine" in cui recita anche, Massimiliano Bruno è in scena al Piccolo Eliseo di Roma dal 21 marzo con "Zero", un atto unico per la regia di Furio Andreotti, in cui interpreta più personaggi.
Uno spettacolo che ha anche scritto e che è il primo di una sua trilogia di monologhi pensati per un unico attore, insieme a "Gli ultimi saranno ultimi" interpretato da Paola Cortellesi e "Agostino" con Rolando Ravello.
"Questo è credo il lavoro a cui sono più affezionato tra tutto quello che ho fatto tra cinema e teatro, a parte il mio romanzo che è la cosa che mi preme di più".
"Zero" è un giallo teatrale dove si ride e si riflette sulla cattiveria umana.
"Questo spettacolo racchiude molto della mia crescita artistica e umana, parla di famiglie e di quanto un genitore può farti male e la famiglia può danneggiarti se si muove male, parla di amori, amicizie, drammi e ha nel testo sia la commedia che la tragedia, cose che mi piace fare da sempre".
In una stazione dei carabinieri di un paesino calabrese, un maresciallo interroga un giovane postino che rievoca la storia di cinque ragazzini e di una loro vacanza insieme.
I loro sogni si scontrano con una brutta storia di sangue che li ha coinvolti e li segnerà per tutta la vita.
Tutti e cinque, interpretati da Bruno, si danno un appuntamento per vendicarsi.
Una vendetta lunga oltre vent'anni che diventa per loro una ragione di vita.
La resa dei conti arriva solo alla fine.
"Il tema che aleggia su tutti gli altri è la sopraffazione, quanto l'essere umano viene schiacciato da chi ha più potere e quanto alcuni soccombono e altri si ribellano, in questo caso è un po' una ribellione sterile perché rispondere alla violenza con la violenza non è la strada principale, ma è una fotografia di quello che purtroppo succede in tutto il mondo".
Un bella prova attoriale per Massimiliano Bruno.
"Lo spettacolo è difficile, faticoso, un ora e mezza, sono sei caratteri e faccio anche un cattivo disgustoso che odio mentre lo faccio ma allo stesso tempo amo perché un cattivo del genere posso farlo solo in scena perché è un assassino truculento".

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