Massimo Gramellini,no cultura,no party....

Cinema Paradiso La scure di Tremonti ha tagliato gli incentivi fiscali per il cinema.
Non si tratta dei finanziamenti pubblici con cui durante gli anni delle vacche grasse (e rosse) sono stati sovvenzionati centinaia di film inutili, ideologici o inutilmente ideologici, che non attiravano in sala nemmeno la cassiera e l’addetto ai popcorn.
Gli incentivi fiscali sono il classico meccanismo liberista che premia chi rischia e investe, anziché i soliti parassiti.
Purtroppo il governo si sta adeguando ai Comuni nella più scellerata e castrante delle politiche.
E’ comprensibile che in un momento di crisi il primo ramo a essere segato sia la cultura.
Ma è comprensibile ovunque, tranne che in Italia.
Perché la cultura, di cui fanno parte il turismo e lo spettacolo, è il solo petrolio che abbiamo.
L’unica ricchezza che ci distingue.
Un'Italia senza cinema e teatro forti, senza musei ricchi, senza siti archeologici accoglienti, senza monti e litorali puliti, senza investimenti nel talento creativo perde ogni attrattiva agli occhi del mondo e si riduce alla sua dimensione economica di Cina d'Europa - terra di copioni e di paghe basse - ormai del tutto anacronistica da quando in scena ha fatto irruzione la Cina vera.
Difendere le ragioni superiori della cultura è una battaglia di minoranza.
Tanta gente sta male, ovvio che preferisca ridurre i festival che i ticket ospedalieri.
Ma dei governanti autorevoli devono sapere anche infischiarsene, ogni tanto, delle maggioranze.
E pensare al futuro del loro Paese e non solo a un meschino, sempre più meschino, presente.
[ da la stampa web ] articolo di Massimo Gramellini La possiamo considerare un'ulteriore conferma dell'impoverimento del paese,tra l'altro su base continentale,purtroppo ne risentiamo di più noi rispetto all'Europa poichè siamo sempre stati deboli, forse ancor più preoccupante rispetto alla realtà spagnola e per certi versi anche di quella greca,le loro economie erano ambedue dietro di noi, in questo momento contingente una ci ha superato alla grande e l'altra sta per farlo,diamo la mano ai portoghesi per consolarci.
Ora per affrontare il momento negativissimo si tagliano fondi al cinema d'autore, chiunque produca film da questo momento in poi,lo dovrà fare badando esclusivamente al botteghino,inutile sottolineare come risulterà alquanto scadente la nostra industria cinematografica,da una testimonianza d'un reportage di Anno zero,la Francia destina investimenti considerevoli alle produzioni ed ai registi autonomi,naturalmente con un certo criterio se [...]

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