Mattarella, discorso di fine anno: "L'odio come strumento politico intossica la società"

Mattarella, discorso di fine anno: "L'odio come strumento politico intossica la società" "Alle urne servono regole elettorali chiare e adeguate", afferma il presidente in diretta dal Quirinale Ultimo aggiornamento: 1 gennaio 2017 Sergio Mattarella (Lapresse) Roma, 31 dicembre 2016 - Nuova location per il tradizionale discorso di fine anno del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Il Capo dello Stato infatti non ha scelto di parlare in diretta dal salottino del suo appartamento, come nel suo esordio, lo scorso anno, bensì da una delle sale del Torrino del Quirinale, il punto più alto del palazzo che vanta una meravigliosa vista sulla Capitale.
Uno sguardo indietro ai momenti dolorosi di questo 2016, tra terremoti e attentati, uno sguardo all'economia, ai giovani e all'immigrazione.
E una ferma condanna all'odio come strumento politico, che "intossica" la società: sono questi alcuni dei temi principali del discorso del presidente, che fa dell'Italia un ritratto duro ma conciso, della durata di meno di venti minuti, in cui Sergio Mattarella non esita però a porre l'accento sull'agenda delle cose che andranno fatte in questo 2017, leggi elettorali in primis.
Il presidente usa un linguaggio semplice e chiaro, diretto, ma assieme alle note negative ricorda anche le energie sopite del Paese, i valori etici e la voglia di andare avanti degli italiani. Un pensiero va ai terremotati, oltre che alle vittime degli attentati di questo 2016, in particolare agli italiani.
Anche ai giovani si è rivolto il Capo dello Stato ("Avete conoscenze e potenzialità molto grandi.
Deve esservi assicurata la possibilità di essere protagonisti della vita sociale", le sue parole), sia in Italia che a quelli emigrati all'estero.
IL TERREMOTO - "Ho visitato, anche quest'anno numerosi territori, ho incontrato tante donne e tanti uomini.
Ho conosciuto le lore esperienze, ho ascoltato le loro speranze, le loro esigenze.
Ho potuto toccare con mano che il tessuto sociale del nostro Pese è pieno di energie positive", ha spiegato Mattarella.
"Con tutti ho condiviso sofferenze e momenti di gioia.
Il nostro Paese è una comunità di vita, ed è necessario che lo divenga sempre di più", ha sottolineato.
"Ci siamo ritrovati uniti - prosegue - in occasione di alcuni eventi che hanno suscitato l'emozione e la partecipazione di tutti noi".  Proprio ai terremotati, il presidente dedica un pensiero speciale: alle vittime così come a chi ha perso familiari, case e ricordi, che, soprattutto, "non devono perdere la speranza [...]

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