Matti o Artisti

Matti o Artisti
fra i ricoverati dell’Ospedale Psichiatrico di Palermo c’erano dei veri e propri talenti: poeti, matematici, scrittori, musicisti, cantanti, professori di lingue, e chissà quanti altri rimasti prigionieri del loro misterioso e insondabile destino, senza che nessuno si accorgesse di loro.
Vi erano soprattutto tanti pittori, veri e propri artisti che esprimevano una visione del mondo altra, avulsa dagli stereotipi dell’arte e da condizionamenti artistici culturali tout court, inconsapevoli di essere vicini alla natura dell’arte stessa, come mezzo di comunicazione, trait d’union della propria psiche con il mondo esterno.
Questa sintesi tra arte e follia venne tentata, nel quadriennio 1953-56, quando il Maestro Bruno Caruso decise di lavorare fianco a fianco con i folli, coinvolgendoli nell’arte della pittura e del disegno-terapia. Vennero eseguiti schizzi, disegnate bozze, colorate tele, ma di questi lavori sono rimasti soltanto alcuni esemplari, per l’i...

Leggi tutto l'articolo