Max Giusti indietro nel tempo grazie a un'app. E c'è anche Tardelli: «Un mito dei cinquantenni»

«La trap? È un gioco tra l’esserci e il farci. Ad esempio Bello Figo in termini musicali è uno zero assoluto, ci prende in giro eppure fa milioni di visualizzazioni. Nel film l’intenzione era quella di raccontare lo scontro generazionale, come faceva Verdone trent’anni fa».

Il film in questione è Appena un minuto e a parlare è il suo regista, Francesco Mandelli, chiamato da Max Giusti per dirigere una sceneggiatura che il comico ha scritto con Igor Artibani e Giuliano Rinaldi e in cui, sul finale, compare anche J-Ax nei panni di se stesso. Un cameo utile, oltre che per sottolineare il confronto tra il protagonista e i suoi figli, anche per fare una riflessione su una musica che «fa cagarissimo, e quindi fa il botto».
La storia di Appena un minuto è quella del cinquantenne Claudio – «uno abbastanza distante da come sono io, ma non troppo, perché poi quando scrivi ci metti sempre qualcosa di tuo», dice Giusti – separato da una moglie (Susy Laude) che l’ha mollato per un istruttore di...

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