Mediaset, «Berlusconi contumace»

Ghedini: «testimoni ridotti, impossibile difendersi».
E su ruby: «la chiameremo come teste».
Il premier «assente» in udienza.
I legali non presentano legittimo impedimento.
Processo rinviato all'11 aprile MILANO - È stato rinviato all'11 aprile il processo sui fondi neri dei diritti tv Mediaset, che vede, tra gli imputati, Silvio Berlusconi.
Entro il 31 marzo le difese dovranno presentare un elenco particolareggiato dei testi con la spiegazione delle domande da porre durante le deposizioni Quella di lunedì è stata la prima udienza dopo che il processo era stato sospeso in attesa che la Corte costituzionale decidesse sul legittimo impedimento continuativo.
Berlusconi, che deve rispondere di frode fiscale, è stato dichiarato contumace dai giudici perché non presente in udienza.
I difensori del premier dunque, come era stato anticipato, non hanno presentato alcun legittimo impedimento.
L'avvocato Niccolò Ghedini, uno dei difensori del Cavaliere, ha comunque spiegato che «verosimilmente» il prossimo 11 aprile Berlusconi sarà in aula.
«Voglio andare, come sempre, voglio andare, sono i miei avvocati che me lo impediscono» ha detto il capo del governo, a margine della presentazione di una iniziativa del Pdl a Milano.
«Dobbiamo riprendere le fila di una complicata istruttoria» ha annunciato il presidente del collegio della prima sezione penale, Edoardo D'Avossa, dando via ai lavori d'aula in mattinata.
«Questa difesa ribadisce il diniego di procedere con i testi della difesa» ha chiarito l'avvocato Piero Longo che, insieme a Ghedini, difende il presidente del Consiglio.
«CI IMPEDISCONO LA DIFESA» - In un'ordinanza seguita a una breve camera di consiglio, il presidente del collegio davanti a cui si celebra il processo Mediaset ha invitato le difese, e quindi anche quella del premier a «ridurre le liste sovrabbondanti di testimoni» e a indicare «in modo dettagliato» per ciascuna circostanza le ragioni per cui vengono citati.
Per ogni episodio, inoltre, il tribunale ha deciso che non potranno essere chiamate a testimoniare più di due persone con riferimento all'esigenza della «ragionevole durata del processo».
In quest'ottica, ha lasciato tempo alle difese fino al 31 marzo per presentare una lista seguendo i criteri indicati.
Per Ghedini, quella del tribunale è però una scelta sbagliata.
«È una situazione di eccezionale gravità - ha detto il legale -, ci impediscono la difesa».
RUBY - A proposito del processo sul caso Ruby, in cui il premier è imputato e che si aprirà a Milano il prossimo 6 [...]

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