Meet news by M.Elena Quaiotti - Archivio

18 APRILE 2011 Ayrton Senna il documentario sulla sua vita Al 3 volte campione del mondo di Formula Uno Ayrton Senna venne chiesto quale fosse la sua vittoria preferita.
Risposta: quando ho iniziato a correre in kart, non c'era alcuna strategia, non era questione di soldi.
Era correre.
Questo e molto altro è fissato nel documentario presentato mercoledi scorso, il 13 aprile, a Valencia sulla vita del pilota di Formula 1 Ayrton Senna, il brasiliano assurto a mito dopo la sua tragica morte avvenuta nel 1994 sul circuito di Imola: Senna, uno che in vita era già diventato un mito, cosa che non riesce propriamente a tutti.
E uno che dopo la sua morte ha cambiato qualcosa: ha obbligato i sopravvissuti a lui ad una più severa attenzione sulla sicurezza nella Formula Uno e sport connessi.
Non gli mancava certo la grinta in pista, chi ha avuto la fortuna di vedersi in diretta i Gran Premi a cui ha partecipato in carriera lo sa: non aveva pietà per chi si mettesse sulla sua strada, per chi si mettesse fra lui e la bandiera a scacchi.
In fondo è questa la dura legge della Formula Uno.
Ma il documentario, intitolato semplicemente "Senna", mostra Ayrton anche e soprattutto fuori dai circuiti.
Ripercorre la carriera del pilota: dal primo podio a MonteCarlo, GP vinto sotto la pioggia da un pilota ancora inesperto ma che già mostrava il suo talento unico; la storica rivalità con Alain Prost - con il quale non mancarono reciproci colpi bassi; le sue discussioni con il futuro presidente della FIA Balestre sulla insicurezza dei circuiti, profetico diremmo.
Nel documentario intervengono Prost, Ron Dennis (Presidente McLaren), Frank Williams, la madre e la sorella del pilota, Neyde e Viviane; molte le immagini inedite.
La costante nella vita di Senna fu la fede in Dio: una volta disse "il fatto che credo in Dio non mi rende immortale"; fanno rabbrividire le immagini riprese prima della gara di Imola del 1994: si vede un Senna preoccupato, quasi svuotato, per una pista resa più pericolosa a favore dello spettacolo, con gli incidenti ad un giovanissimo Barrichello e la morte del pilota Roland Ratzenberger.
Senna venne sanzionato perchè si recò con una safety car sulla curva Villeneuve, dove morì Ratzenberger.
E ancora più brividi fa venire la dinamica dell'incidente: la rottura dello sterzo, uno schianto a 300 mk all'ora alla curva del Tamburello.
Eppure Senna morì senza rompersi neanche un osso: il corpo era intatto, ma la testa no...una sospensione si spezzò e trapassò visiera e casco del brasiliano, causandogli fatali lesioni [...]

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