Memento Mori di Marco Travaglio *******

Memento Mori di Marco Travaglio Una combriccola di giureconsulti – tutta gente seria, tant’è che s’accompagna a una donna cannone con barba, rossetto e cartello al collo “Siamo tutti puttane” – ci accusa di aver nascosto l’assoluzione dell’ex generale Mario Mori e dell’ex colonnello Mauro Obinu dall’accusa di favoreggiamento mafioso per la mancata cattura di Bernardo Provenzano nel 1995-'96.
Naturalmente è vero il contrario: il Fatto è il quotidiano che ha dato il maggior risalto alla notizia, dedicandole il secondo titolo di prima pagina subito sotto lo scandalo italo-kazako.
Ma ciò che davvero disturba è che il Fatto la notizia l’ha data giusta.
Mentre gli altri raccontano che, siccome li hanno assolti, Mori e Obinu non han fatto niente di male, dunque la Procura s’è inventata tutto, noi abbiamo scritto l’unica verità che al momento, in attesa delle motivazioni della sentenza, emerge dal dispositivo: “Il fatto non costituisce reato”.
Se i giudici avessero scritto “il fatto non sussiste” avrebbero bocciato la ricostruzione fattuale dei pm e del gup.
Se avessero scritto “per non aver commesso il fatto” l’avrebbero confermata, attribuendola però a persone diverse dai due imputati.
Invece l’han confermata escludendo il “dolo”, cioè la volontà di favorire Cosa Nostra.
Il “fatto” che “non costituisce reato”, ma è stato commesso dai due alti ufficiali, è una serie di condotte elencate dalla procura nel capo d’imputazione: e cioè la mancata cattura di Provenzano sebbene il boss confidente Luigi Ilardo avesse svelato al colonnello Riccio un casolare di Mezzojuso frequentato dallo Zu Binu; e la mancata informazione alla Procura della concreta possibilità di arrestarlo; il tutto appena due anni dopo la mancata perquisizione del covo di Riina da parte dello stesso Ros che ben si era guardato dall’informare la Procura sul ritiro del servizio di sorveglianza dinanzi al nascondiglio di Zu Totò.
Tutto ciò è avvenuto davvero.
Per due volte il Tribunale l’ha messo nero su bianco, ma per due volte ha respinto il movente indicato dalla Procura: non perquisire il covo di Riina, lasciarlo perquisire dai mafiosi, non arrestare i mafiosi che lo perquisivano, tenerne all’oscuro i magistrati, e poi non catturare Provenzano e nascondere ai magistrati anche quella possibilità è – per i giudici – solo una serie impressionante di sviste, sbadataggini, equivoci, amnesie.
Cioè, un corpo speciale specializzato nella lotta al crimine organizzato è rimasto, negli anni [...]

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