Memorie visive di un paralume: la ragazza che non era lei**

Fuori, le ossa dei cimiteri scricchiolano, saltano le lapidi, fuggono i morti dai loro giacigli temporanei, ma non per rivivere e nemmeno per ballare.
Thriller è una puttanata scritta in un momento d’euforia e i morti che camminano non fanno tamburellare le dita.
I’m una funky, funky, funky girl e paura non ne ho.
Però… Gira voce che l’Anticristo s’è fermato a bere al pub, ieri sera.
E dire che io ero là e nemmeno me ne sono accorta.
Con tutte quelle colle e quei prodotti sintetici che prendo sto nebulizzando i miei sensi.
Il tatto non esiste, sostituito da soffice gommapiuma sopra le dita, anelli concentrici che non sono più epidermide, ma grigiore espanso e se dovessi intrufolare un paio di dita tra le gambe nemmeno ci proverei più gusto.
A proposito di gusto, l’amaro cos’è, se non una sgradevole sensazione visiva, che le papille gustative sono quello che vedono e l’assaggio è un dono divino a me precluso.
Da tanto ormai una torta vale come una salsiccia, un insetto sparato a forte velocità dentro al casco, mentre vado in motorino, sa di liquirizia, sempre che quella abbia un qualsiasi sapore oggi.
Ma ad averlo saputo che il Grande Cattivone se ne stava beatamente…a proposito, si può dire che l’Anticristo stava BEATAMENTE seduto?...dicevo, se solo avessi saputo che tra la gente ieri c’era Lui, sai che casino avrei fatto.
Ho una canna mozza fatta apposta per questo incontro, che la mia amica Valentina mi ha regalato due notti fa.
C’era la nebbia, non c’era la luna e se c’era non si vedeva.
Valentina sorrideva, denti stretti e compressi dentro un apparecchio ferroso che credevo avrebbe fatto esplodere la sua bocca.
Lei sbavava e soffiava, mordicchiando un cioccolatino.
Poi, tra un pizzicotto e l’altro, che noi due adoriamo darceli dappertutto, mi mette in mano questa rivoltella e mi dice che in caso di pericolo, devo usarla.
“Tipo, se vedo l’Anticristo?” le chiedo e lei dice sì, che posso anche chiamarlo così se voglio.
“Sì, lo voglio” le ho detto e ci siamo messe a ridere, ma siccome non ero pronta e la pistola era carica, ho sparato un colpo in aria.
Dall’emozione mi sono fatta un po’ di pipì addosso.
Però abbiamo riso anche di questo, che io e Valentina siamo più che sorelle e non ci vergogniamo di niente.  Ma adesso che sono sola della paura ce l’ho, ho detto una bugia prima.
I morti zompano come cavallette e verranno qui, tra meno di mezz’ora non sarò più sola.
Valentina al cellulare non risponde, magari dorme, magari no.
Però non mi ha mai spiegato [...]

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