Mentana e Mediaset

Nulla succede per caso.
Ieri la notizia della scomparsa di Eluana Englaro è arrivata sui teleschermi verso le 20.30 (fonte Tg1 e Tg5).
Immaginavo che la serata, nelle reti principali, sarebbe stata dedicata al fatto.
Tenendo conto soprattutto del grave episodio degli scontri verbali avvenuti in Senato.
La rete ammiraglia di Mediaset, Canale5, ha alzato bandiera bianca.
Il direttore editoriale di Mediaset, Enrico Mentana, per protesta ha presentato le dimissioni.
Mediaset le ha accettate ed immediatamente sospeso il suo programma, Matrix.
Il Comitato di redazione del Tg5 ha protestato per quella bandiera bianca in una partita andata tutta a favore del "Porta a porta" speciale di Rai1.
Questo un passo del suo comunicato: "Sconcerta la decisione dell'azienda di accettare su due piedi le dimissioni di uno dei più autorevoli giornalisti italiani, patrimonio di Mediaset, fondatore del Tg5 e di Matrix, autore di successi che hanno dato lustro, credibilità e anima alla nostra televisione.
La decisione poi di non mandare in onda Matrix neanche a mezzanotte come previsto, appare come una vera e propria ritorsione".
I giornalisti del Tg5 chiedono ai vertici aziendali un incontro urgente per chiarire "se l'informazione è ancora una delle priorità dell'azienda".
Il caso di Mentana non riguarda soltanto Mediaset.
Avviene in un momento di grande confusione politica.
Con il proprietario dell'azienda che è presidente del Consiglio, censore dell'operato del capo dello Stato, controllore dell'informazione pubblica (Rai).
E mentre la Commissione di vigilanza Rai è appena uscita da un fase critica, quella di Villari cacciato e sostituito da Zavoli, e sta entrando in un periodo che sarà burrascoso e non facile con le famigerate "nomine" nei vari settori dell'azienda pubblica.
Sullo sfondo sta il pateracchio sanremese, dove Rai e Mediaset sembrano fondersi quasi a rappresentare idealmente lo stato comatoso dell'informazione pubblica.
C'è un'icona gentile ed eloquente per raffigurare l'andazzo di viale Mazzini, Lorena Bianchetti.
Accusata o sospettata di aver fatto carriera grazie al Vaticano, lei (ovviamente) nega, e spiega che i suoi sponsor sono i camionisti.
Bella e brava Lorena, non ci prenda per cretini, facendoci credere che a scegliere lei per condurre la rubrica religiosa (per la quale scriveva pure i testi), siano stati i camionisti.
Non ci risulta che abbiano, costoro, rapporti diplomatici ufficiali con la Santa Sede.
Fatevi, belle ragazze, tutte le carriere che volete, ma non tentate di dimostrare di aver scarsa fantasia [...]

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