Mentre l'Italia crolla, Renzi beneficia le lobby coi soldi destinati all'emergenza!

Non credete ad una sola parola di Renzi: soprattutto la retorica del “ricostruiremo tutto” e del “sistemeremo tutti entro l’estate”, se pensiamo che i container, se arriveranno tutti, saranno approntati,  e quindi dotati di finestre, e coibentati, entro natale (sic!).
Ma soprattutto non credete che “i soldi per la ricostruzione ci sono”! I soldi non ci sono affatto, stanno là, come debito pubblico, in attesa che l’UE dia il via a prelevarne un mucchietto, che, in ogni caso, dovrà cancellare tutte le altre “passività elettorali” che il furbetto ha messo in piedi per salvare la pelle, e di cui Moscovici non vuole sapere! Ma c’è di peggio, molto peggio: e lo dimostra il fatto che il premier non sta facendo nulla per creare credito per l’emergenza, anche in circostanze abbastanza facili, tutto preso com’è ad accontentare le lobby, che neppure in questo caso, il caso terrificante del terremoto, se la smettono di minacciarlo di sollevarlo dall’incarico, se non le accontenta: e lui, ovviamente è costretto, sotto ricatto, ad obbedire.
Parlavamo ieri del mancato rinnovo del “contribuito di solidarietà” a carico delle pensioni d’oro (sugli stipendi d’oro non se ne parla neppure di chiederlo, perché la Consulta e la Cassazione, cioè le tane del privilegio di casta, si opporrebbero!), istituito da Monti tre anni fa, e in scadenza questi giorni: si tratta di 10 milioni tondi tondi, che andiamo a restituire a chi non ce ne ha proprio bisogno, e naturalmente quel reprobo che siete al Quirinale, firma.
Ma il fatto che costui, ormai ne siamo certi, non legga neppure quel che gli viene presentato dal Governo sottoforma di decreti (forse perché si vergogna perfino di leggerli!), ci deriva dall’ultimo vulnus, quello che ha riguardato le Fondazioni Bancarie, questi enti privati, che campano con il denaro pubblico dei cittadini, ancora convinti che il loro risparmio sia tutelato dalle banche, ma che sfuggono ad ogni controllo di diritto e di fatto.
Lo si è veduto nei confronti delle 4 banche fallite, e del MPS, nelle quali le rispettive fondazioni sono state proprio la “pietra dello scandalo” del default dei rispettivi istituti (ad esempio Banca Marche ne possedeva addirittura tre, tutte in mano ai rimasugli criminali della Ia Repubblica!).
La fondazione MPS, addirittura è ormai nuda e cruda, in quanto non solo era parte integrante del capitale della sua banca, ma ha finanziato per quarant’anni il Comune di Siena, i ladri e i malavitosi di Siena, i partiti, soprattutto dal PCI al PD, che [...]

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