Mi sento Tibetano

Quello che sta accadendo in queste ore in Tibet è l’ennesimo episodio di repressione violenta messo in atto dal Governo comunista  cinese - un'ulteriore tappa di un genocidio che la Cina sta attuando senza sosta da oltre 50 anni, nel sostanziale silenzio della comunità internazionale.
In una occasione tragica come questa fa tristezza ripensare alla recente visita del Dalai Lama in Italia e al mancato incontro con Prodi e D’Alema e altri esponenti del passato governo e del mancato incontro con il Papa.
Perché nessuno pensa seriamente alla libertà  che non è mai esistita in quel paese? Forse si ha paura della sua ormai superforza commerciale ed economica che ha messo radici in tutto il mondo trasformando interi quartieri in una sorta di chinatown.
In America come in Italia, sono dappertutto avendo investito  milioni di euro e di dollari in attività commerciali più o meno lecite creando una specie di mercato nel mercato dove le leggi degli  stati  vengono sostituite dalle loro usanze ivi comprese le scomparse e gli assassini delle persone e il  tutto  gestito anche dalla loro mafia  che di quella siciliana se ne ride. Come poter andare contro una potenza di questo livello dove esistono interessi internazionali? Meglio sacrificare un popolo che andare contro i propri interessi! E’ questo che stanno dimostrando ignobilmente tutti i paesi industrializzati del mondo Vaticano compreso.
Perché non si minaccia il boicottaggio delle olimpiadi? Perché non si cerca un qualsiasi dialogo anche di ricatto nei confronti della Cina?  E’ stato ed è tutt’ora uno dei paesi dove i diritti umani vengono continuamente calpestati in barba alla  parola” libertà” che  non esiste neanche nel loro vocabolario e dove la pena di morte viene sistematicamente applicata.
Io mi sento “Tibetano”  

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