Michel de Certeau, La scrittura dell'altro

tRecensione di FILIPPO SCARSELLI ( 06/05/2005) a Michel de Certeau, La scrittura dell’altro.Milano, Raffaello Cortina, 2005, pp.
xxxi+115, € 16,50Filosofia teoretica (ermeneutica)L’undicesimo volume della collana ‘Culture e Società’ diretta da Ugo Fabietti per i tipi della Raffaello Cortina ci offre quattro saggi di Michel de Certeau; il primo, Storia e antropologia in Lafitau, compare per la prima volta in italiano, mentre i rimanenti tre, Etno-grafia.
L’oralità, o lo spazio dell’altro: Léry, Il linguaggio alterato.
La parola della posseduta, L’altro nella scrittura della storia, erano già stati tradotti in La scrittura della storia, testo del 1977 ormai fuori catalogo.Come evidenziano i curatori Silvana Borutti e Ugo Fabietti nell’introduzione, intitolata significativamente SCRIVERE L'ASSENTE , la raccolta di questi saggi è motivata dal loro tema comune: la scrittura come forma attraverso la quale il sapere Occidentale costituisce e organizza il proprio rapporto con l’alterità.
Le analisi di Certeau, relative all’antropologia, all’etnologia, alla storia, alla demonologia si svolgono nell’orizzonte di una domanda di tipo archeologico, in senso foucaultiano; tendono cioè a evidenziare le condizioni di possibilità, le dinamiche, le pratiche attraverso cui un sapere si manifesta, in particolar modo il sapere della società moderna, che ci presenta i risultati della sua pratica investigatrice nella forma del libro e sotto questa stessa forma produce e organizza l’oggetto stesso della ricerca: il passato (alterità temporale) per la storia, il selvaggio (alterità geografica e culturale) per l’antropologia e l’etnologia, la possessione (l’alterità soprannaturale) per la demonologia.Dunque non c’è discorso dell’altro, ma soltanto discorso sull’altro, poiché è solo la scienza che parla e mostra il sistema delle proprie conoscenze pretendendo il possesso della verità e di un linguaggio universale in grado di comunicarla senza ambiguità.
Tuttavia, la pretesa euristica della scienza fa sì che questa debba trarre la propria legittimazione dal riferimento costante al proprio oggetto di conoscenza; diviene così centrale la citazione, ovvero il rimando costante all’alterità dentro al testo, secondo varie forme: il resoconto dell’osservazione, la trascrizione di documenti, l’inserimento di tavole illustrative.
La citazione è l’autorità che il testo sembra limitarsi a commentare pretendendo di dire, attraverso di essa, la verità dei fatti: in realtà la stessa citazione [...]

Leggi tutto l'articolo