Michel e la sua immensa musica

 
di Piero murineddu
Michel rimase fulminato da un brano di musica jazz che ascoltò alla radio. Insistette perché i genitori gli regalassero un pianoforte. Lo strumento arrivó si, ma era un giocattolo. D'altronde il piccolo aveva appena quattro anni. Lui, coi risparmietti che aveva messo da parte, si comprò un martello col quale fece a pezzi l'innocente regalino. Voleva un pianoforte vero e proprio.
Papà e mammà capirono che il frugoletto faceva sul serio e lo accontentarono, anche se lo strumento nuovo nuovo non era, visto che le possibilità economiche della famiglia erano alquanto limitate.
Papá Tony costruì un marchingegno che permettesse al volitivo Michel di usare i pedali.
Da allora per il bambino ebbe inizio l'avventura musicale. Il babbo, figlio di un chitarrista napoletano emigrato in Francia e chitarrista a sua volta, diede le prime lezioni di jazz al figlioletto che, insieme al forte carattere, dimostrò da subito di avere alte capacità d'apprendimento, e non solo sull...

Leggi tutto l'articolo