Michele Gordini, il corridore "isolato" moriva 40 anni fa

Michele Gordini - un grande ciclista eroico romagnolo, moriva 40 anni fa Nato a Budrio di Cotignola (RA) il 23 aprile 1896 Deceduto a Cotignola (RA) il 22 febbraio 1970 Nel 1921, grazie ad una colletta dei suoi compaesani, comprò una bicicletta e si iscrisse al Giro d'Italia come "isolato", vincendo tre tappe.
Partecipò come indipendente anche al Tour de France.
E' stato protagonista di quel ciclismo epico fatto di strade polverose dal fondo impossibile e di estenuanti competizioni, lunghe anche più di trecento chilometri, la cui partenza veniva data a notte fonda.
Dotato di una salute di ferro e di una forza fisica fuori dal comune, alternò per un certo tempo l'attività di facchino con quella di corridore.
Nel 1920 a Cotignola partecipa per scommessa alla sua prima corsa.
Vince battendo i migliori dilettanti romagnoli in lizza.
Iscrittosi alla "Baracca" di Lugo, nel mese di marzo dell'anno dopo, ancora una volta per scommessa, è autore di una prova singolare: lungo la strada del Canale Naviglio batte in bicicletta un cavallo sulla distanza di un chilometro con partenza da fermi: 1'22"4/5 contro 1'32"2/5 del quadrupede.
In lui e nei suoi amici si fa strada sempre più l'idea di una possibile dignitosa carriera come corridore.
E' determinato a passare professionista e nutre il desiderio di partecipare al Giro d'Italia.
C'è uno scoglio però: non ha il denaro necessario.
Lo trova grazie a dei compaesani mentre dal lughese Geminiani ottiene a un prezzo di favore una nuova fiammante bicicletta.
Così in quel 1921 può iscriversi come "isolato" al Giro d'Italia.
Vince tre tappe dell'apposita categoria istituita per i non accasati risultando primo nella graduatoria e 14° assoluto in classifica finale.
La buona prova gli frutta una discreta somma in denaro.
Al colmo della soddisfazione festeggia l'avvenimento decidendo di registrare all'anagrafe, con il nome di Isolato, il quarto figlio nato da poco.
Stravagante, battagliero, indomabile, franco in corsa come nei rapporti umani, si distingue fino al 1928 come atleta di notevole potenza, resistente, ben temprato alla fatica.
Dal 1922 al 1928 partecipa al Giro d'Italia sia in veste di "isolato", sia assistito da squadre (1922 "Bianchi", 1924 "Ganna", 1925 "Atala").
Nell'edizione del 1923 si classifica 7° distinguendosi con prove degne d'ammirazione che lo proiettano tra i primi in diverse graduatorie di merito.
Partecipa anche a un buon numero di classiche.
Tra i suoi risultati: 1° nel Giro dell'Umbria (1922); 1° nel Giro dell'Emilia e nella Coppa Ridolfi (1923); nel 1924 [...]

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