Michele Serra,spassose riforme elettorali con Sartori negazionista

Le riforme di Gnork Dal modello in vigore nei soviet fino alla nomina di un imperatore per diritto divino, ecco alcune delle proposte di riforma elettorale su cui i partiti italiani stanno dibattendo   Il dibattito sulla riforma elettorale è a buon punto.
Dopo lunghe trattative, sono stati selezionati venticinque sistemi di voto, a ciascuno dei quali verrà abbinato un fantino.
Su tutto il resto l'iter è ancora da stabilire.
Ma vediamo, tra i sistemi in lizza, quali sono i più interessanti.
Alsaziano È una soluzione di compromesso tra il sistema francese e quello tedesco.
Come si ricorderà, Veltroni era favorevole al francese, D'Alema al tedesco.
Dopo febbrili trattative tra i rispettivi staff, Veltroni, come segno di buona volontà, si era convertito al tedesco, ma nel frattempo D'Alema, per gli stessi motivi, era passato al francese.
Si è dunque deciso, per superare l'impasse, di proporre un mix tra i due sistemi: presidenzialismo e doppio turno alla francese, ma con l'istituzione dei Länder e orologi a cucù in tutti i seggi elettorali.
Il professor Sartori si è detto contrario.
Colbaccum Sostenuto da Diliberto, si ispira allo spirito originario dei soviet: i candidati proposti dal partito vengono eletti per acclamazione, tra i lieti canti delle brigate operaie che si recano festanti alla fabbrica, e le risate di gioia delle mietitrici che si sono appena rese conto di avere centrato anche quest'anno l'obiettivo del piano quinquennale.
Non piace al professor Sartori.
Yemenita I maschi si recano a votare con un pugnale intarsiato infilato nella fusciacca, mentre le femmine, chiuse in casa, intonano nenie e allattano i bambini.
Il sistema è stato proposto dall'ambasciatore dello Yemen, ma non ha molte possibilità di essere adottato perché non è apprezzato dal professor Sartori.
Spagnolo Il sistema spagnolo è visto con favore da molti, ma secondo alcuni ha il difetto di prevedere preliminari troppo impegnativi: una lunga guerra civile con milioni di morti, fucilazioni di poeti, accorrere convulso di combattenti da mezzo mondo, bombardamento di Guernica e successiva stesura di quadri di grandi dimensioni, una lunga dittatura, infine un processo di riconciliazione nazionale.
Come mettere d'accordo la galassia dei partiti italiani su una soluzione così complessa? Anche Sartori è contrario.
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