Migranti, Ue in pressing sull'Italia: "Prelevare le impronte anche con la forza"

Barack Obama non ha dubbi: la lotta all’Isis sarà difficile ma «i nostri alleati sono pronti a fare di più».
Tutti gli alleati, Italia inclusa.
Sono toni duri, anche minacciosi, quelli usati ieri dal presidente Usa, nella giornata di apertura dei lavori al summit sulla lotta al terrorismo all’Onu, cui hanno preso parte 100 Paesi.
«Non potete nascondervi - ha detto Obama, rivolgendosi ai leader dell’Is, dopo aver ricordato i responsabili dell’Isis già uccisi negli ultimi mesi - Sarete i prossimi ad essere colpiti».
Una dichiarazione importante, soprattutto perché rilasciata il giorno dopo l’incontro con il presidente russo Vladimir Putin, che fa presagire una maggiore “unità” nei prossimi interventi.
«Sono ottimista - dice Obama - In Iraq e Siria l’Isis è circondato da forze che vogliono distruggerlo e abbiamo visto che può essere sconfitto sul campo di battaglia».  Nella coalizione sono entrati anche Nigeria, Tunisia, Malesia.
Così il numero dei Paesi impegnati contro l’Isis sale a 60.
Rimangono però diversi punti problematici, dai foreign fighter - L’Onu ha registrato «un aumento del 70% dei combattenti provenienti da almeno 100 Paesi verso le regioni del conflitto» - alla strategia politica da adottare in Siria.
Per sconfiggere l’Isis, secondo Obama, «occorre un nuovo leader in Siria».
E ancora, «Questo sarà un processo complesso ma siamo pronti a lavorare con tutte le parti, incluse Russia e Iran, per trovare un meccanismo politico con cui sia possibile iniziare un processo di transizione».  Intanto, l’Ue “riprende” l’Italia nella politica sui migranti.
Nel rapporto della Commissione Ue sull’Italia, Bruxelles chiede di imprimere “un’accelerazione” nella creazione di hotspot, «in particolare per permettere l’uso della forza per la raccolta delle impronte e prevedere di trattenere più a lungo i migranti che oppongono resistenza».

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