Milan a Bruges per la rivincita il jolly di Ancelotti è Kakà

BRUGES - Come è sempre accaduto nella nuova stagione milanista di Champions, fin qui alquanto sbiadita, stasera tocca di nuovo a Kakà.
Ancelotti ritiene che il genietto brasiliano, riposto nella lampada (leggi panchina) contro Samp e Juve, abbia ormai riposato abbastanza e sia pronto a rilevare Rui Costa: "Lo avevo visto un po' stanco, ma adesso è a posto e può fare la differenza.
Darà un contributo sostanzioso in più".
Ammaliato dall'atmosfera di coppa, l'apprendista fenomeno promette di ripetere l'eccellente debutto con l'Ajax, seguito dalle non memorabili repliche con Celta Vigo e Bruges: "L'Europa mi dà sempre un'emozione enorme".
Galliani teme l'ipnosi da Champions e i relativi effetti economici: la scorsa trionfale annata fruttò 43 milioni di euro, iscritti a bilancio.
Il pericolo, in teoria, è remoto, anche se tra beghine e merletti, canali e torri campanarie, ritmo sonnolento e case medievali, le Fiandre d'autunno hanno in effetti un che di ipnotico.
"Ma il Milan ha bisogno di stare ben sveglio: dobbiamo vincere per evitare complicazioni".
Quattro punti nelle prime tre partite e un solo gol segnato finora (Inzaghi, all'Ajax) costringono i campioni d'Europa ad affrontare stasera il Bruges come se fosse la Juve: colpa della sconfitta di due settimane fa a San Siro, quando il peruviano Mendoza incenerì Dida, oggi eroe rossonero, per le parate capolavoro di sabato scorso su Di Vaio e Trézéguet ("se lo avessi avuto alla Juve? Forse avrei vinto due scudetti", ha ammesso Ancelotti, per nulla orfano di Van der Sar).
L'allenatore dice che non è l'ultima spiaggia, quella del ritiro di Knokke, feudo del fiammingo Meersseman, inventore di Milan Lab e taumaturgo della casa.
Però Galliani non si fida: ha fatto i calcoli e ne ha dedotto che il pareggio sarebbe un guaio: "Se alla fine arriviamo a pari punti col Bruges passano loro, per avere vinto uno scontro diretto".
L'ipotesi sa molto di scaramanzia.
Ancelotti non drammatizza: "Con la Juve potevamo vincere, altro che 1-1 programmato: se avessimo fatto quello che dice Sensi, saremmo degli attori bravissimi.
E in Champions, dopo questa, restano due partite".
Niente offensivismo berlusconiano: "Possiamo vincere, ma senza concedere il contropiede al Bruges, è stato l'errore di San Siro".
Mancheranno Serginho, che ha perso le speranze di giocare la finale di Intercontinentale, e Inzaghi, prossimo al rientro a Parma: "Inzaghi può essere sostituito da Tomasson, Serginho invece è insostituibile", teorizza Galliani, rassicurato da Ancelotti: "La spinta che mancherà a [...]

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