Milano: andiamo avanti o torniamo indietro?

#Milano ...vogliamo andare avanti o tornare indietro? Il 19 giugno la mia città, la nostra città dei tanti che scrivono e leggono nel blog di Giulia e che amano la città, l'Arte che in essa si crea, si conserva e si espone, ma che sono anche attenti ai bisogni dei più vulnerabili, si dovrà confontare con l'elezione finale della nuova Amministrazione comunale, il #voto di #ballottaggio Non  è solo eleggere il Sindaco, ma scegliere se si vuole tornare indietro ai ventanni di cantieri aperti e mai aperti, ad assessori e amministratori sotto processo, a politiche sociali escludenti e speculazioni sui vulnerabili, o se proseguire migliorando quanto fatto in questi ultimi cinque anni, anche correggendo e modificando progetti devastanti ereditati.
Partiamo dalla città dell'arte:  Tanti diranno che la giunta di centro sinistra poteva fare di più.
Vero, ma con un buco di bilancio lasciato dalla giunta Moratti (quella che nemmeno l'elettorato di destra volle più) ciò che si è fatto è un miracolo.
Si è aperto un nuovo spazio d'Arte, il MUDEC e non lo si è fatto in centro.
No si è aperto un Museo nuvo e lo si è fatto in quella che era la perferia operaia fino a solo venti anni fa, portando cultura in una zona in piena espansione.
Si è lavorato per rendere più fruibili le piazze dedicate ai musei esistenti, pedonalizzado il tratto di via Brera e Fiori Oscuri, che cintano la Pinacoteca e l'Accademia di Brera, così si è fatto attorno al Castello Sforzesco e davanti alla Pinacoteca Ambrosiana in Piazza Pio XI e Via Cantù, così come si sta compiendo il recupero completo delle vestigie romaniche in via Brisa e via Moriggi.
Soprattuto si è data battaglia ai famigerati cantieri eterni dell'era di Albertini, composti dai parcheggi privati mai finiti  che avevano deturpato Piazza Sant'Ambrogio rendendo invivibili l'accesso alla basilica romana e valorizzando il pezzo con il fossato dell'antica Pusterla di Sant'Ambriogio; si è obbligato anche l'impresa che teneva nello stallo assoluto Porta Garibaldi (Piazza XXV Aprile) a chiudere il cantiere e restituire la piazza in quella che oggi è la lunga passeggiata che si può compiere in una unica soluzione, dalla Stecca di Via De Castilla all'Isola, fino a Duomo, attraverso l'asse Gaia Aulenti-Garibaldi-Pontevetero- Broletto con l'alternativa pure della divagazione in Brera.
Si è recuperata la Darsena, ma sopratutto, si è dato respiro e un nuovo assetto a Porta Ticinese (Piazza XXIV Maggio), cosentendo così una seconda unica paseggiata che da Duomo permette di arrivare ai [...]

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