Milano in mano ai talebani

Sono veramente preoccupato.
La città in cui lavoro, rischia il tracollo.
Un eventuale cambio di colore nella giunta di Milano porterà un’invasione di immigrati, la formazione di centinaia di campi nomadi, la costruzione della Moschea più grande d’Europa come base di Al Qaeda, un aumento immediato delle tasse locali.
Non solo: i drogati invaderanno le scuole, tutti i locali della città diventeranno gay friendly, agli zingari saranno regalate case sottratte ai milanesi e centinaia di pericolosissimi centri sociali sorgeranno in tutti i quartieri.
Come farò ad attraversare la città per raggiungere il lavoro in queste condizioni? In sostanza questi sono gli argomenti portati nelle due settimane che hanno preceduto il ballottaggio di oggi da parte di chi ha governato e dovrebbe rimontare il distacco del voto di metà maggio.
Invece di spiegare ai cittadini quanto è stato fatto per Milano nei cinque anni passati (sempre che qualcosa sia stato fatto) si è preferito, ancora una volta, utilizzare una propaganda di quart’ordine.
Il tema è sempre lo stesso: alimentare la paura nei cittadini facendo leva sull’ignoranza e sulla disinformazione.
In un Pese più consapevole, i cui cittadini non si fanno manipolare così facilmente, questa pochezza tornerebbe indietro al mittente come un boomerang e chi l’ha cavalcata subirebbe una batosta senza precedenti.
In Italia però, anche a causa della radicalizzazione di molti cittadini in tifoserie, c’è il rischio che attecchisca; proprio in questi giorni parlando con parenti e conoscenti ne ho sentite di tutte: “per avere una casa basterà essere un rom”, “con la nuova giunta saranno regalate le case a tutti rom: è scritto nel programma  di Pisapia, pagina 18”.
E’ stato inutile chiedere: “Ma sei sicuro che è scritto così?” Allora, anche se non voto a Milano, ho fatto quello che - prima di parlare - avrebbe dovuto fare un qualunque cittadino: leggere la fonte diretta dell’informazione, ovvero il programma.
L’unico riferimento ai rom è a pagina 27: «Il punto essenziale è uscire dalle logiche che portano inevitabilmente alla creazione di ghetti etnici.
Anche nei confronti dei Rom, come mostrano una serie di esempi positivi, è possibile fare passi avanti, innanzitutto perché nella maggioranza dei casi si tratta di cittadini italiani o comunitari.
E’ del tutto evidente che vanno contrastate le forme di sfruttamento dei minori e le attività illegali.
Ma questo non è in alcun modo di impedimento per politiche positive: è possibile affrontare il [...]

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