Miles Davis, così nacque il più bel disco jazz della storia

E' il disco più venduto della storia del jazz (circa 10 milioni di copie) e soprattutto è considerato il più ben disco della storia del jazz.
E' Kind of blue di Miles Davis, che cinquant'anni fa segnò profondamente la storia della musica contemporanea.
Per celebrare l'anniversario (il disco fu registrato nel marzo 1959 e uscì ad agosto), la Columbia Legacy che cura la preziosa serie di riedizioni dei capolavori di Davis, pubblica un cofanetto con un doppio cd, un dvd, un lp in vinile colorato, un poster e un libretto di 60 pagine.
"Una cosa è suonare in un brano, un'altra è creare un nuovo linguaggio musicale: questo è Kind of blue" dice deciso il pianista Chick Corea, anch'egli collaboratore di Miles.
In effetti non si tratta di semplice jazz, ma di un'opera d'arte assoluta, che il trombettista incise con una band straordinaria formata da John Coltrane, Paul Chambers, Jimmy Cobb, Bill Evans, Wynton Kelly e Julian "Cannonball" Adderley.
Coltrane aveva già lavorato con Miles ma la loro unione si era interrotta per i problemi di droga del sassofonista.
Il suo ritorno alla corte del "divino Miles" è segnato proprio da Kind of blue, che vede Coltrane e Davis impegnati nella ricerca di una musica completa, emotiva e razionale al tempo stesso, di un linguaggio nuovo che non dimenticasse la grande lezione del passato.
Al fianco di Coltrane, Miles chiamò Cannonbal Adderley, per equilibrare con un suono più fisico e gioioso le più complesse e ardite figure sonore di Coltrane.
Alla ritmica chiamò Paul Chambers e Jimmy Cobb e al pianoforte volle il bianco Bill Evans, che Davis chiamava ironicamente "Viso pallido".
// //--> Il disco ruota attorno alla tecnica modale, praticata nella musica extraoccidentale (muoversi non seguendo sequenze di accordi ma su una tonalità principale), ma mai affrontata nella "popular music".
Il jazz, grazie alle radici africane, in qualche modo già conteneva in sé la modalità, ma per Davis la scelta doveva essere più radicale, più determinante: "Voglio che la musica del mio gruppo sia meno occidentale, più libera, più africana, di ispirazione orientale", disse.
E così fu.
Il disco fu inciso in una chiesa sconsacrata di New York, nella 30ma Strada, che la Columbia aveva acquistato e attrezzato come studio di registrazione.
Il gruppo registrò due session, il 2 marzo e il 22 aprile del 1959, tre brani nella prima e due nella seconda.
Tutti i brani sono sul primo cd, oltre ad una seconda versione completa di Flamenco Sketches.
Davis era per la prima volta sul ponte di comando, nei panni [...]

Leggi tutto l'articolo