Milk & Kisses

Il 1996 è anche l'anno dell'ultimo disco dei Cocteau Twins, dei Dead Can Dance, e della pubblicazione del disco più brutto nella storia dei Cure.
Avevo scoperto i Cocteau con "Four Calendar Café" tre anni prima, la voce di Liz Fraser era un elevamento sublime, qualcosa che trascende la fisicità, credo sia ancora una delle migliori voci in circolazione.
Purtroppo dopo lo scioglimento del suo gruppo le sue pubblicazioni si sono diluite nel tempo: l'ultimo grande successo è stato cantando nel 1998 il singolo di Massive Attack, "Teardrop".
Nel 1996 i CT regaleranno a Bertolucci ("Io ballo da sola") la loro ultima canzone, una ballata struggente, intensa, notturna, "Alice".
L'ultima "comparsata" è stata nella colonna sonora de "Le due torri" secondo episodio della saga de "Il signore degli anelli".
Liz, torna presto! L'album degli Alter Ego inizia con la canzone omonima: un conto alla rovescia urlato dai bambini da' l'incipit a un brano energico, a metà tra punk e heavy; segue "Piccoli fuochi", ballata semiacustica il cui missaggio mi lascia ancora oggi perplesso (batteria fuori tempo tra l'altro); "Mille battiti al minuto" è tra le migliori anche se troppo rallentata, è una delle mie migliori performance nel disco; "L'inverno negli occhi" è debilitata dal taglia e cuci fatto al "Millenium", ma forte; "Il tempo asciugherà", tra le mie preferite di sempre, è una dolce ballata, una canzone d'amore anche se sovente mi sono chiesto in alcune frasi dove fosse il soggetto; "Viaggio" è meravigliosa anche qui, a parte la "ripresa" dopo il parlato; "Acqua" ha il finale sbagliato, troppo vuoto; "Maschere" era da ricantare; "Sangue" senza infamia e senza lode.
Se non poteva uscire un disco intero, un cd single con tre brani perfetti si poteva comunque ricavare: avrei sicuramente salvato "Mille battiti", "Viaggio" e "L'inverno negli occhi".
Ma in realtà la consapevolezza della "sòla" avvenne verso marzo '97: quando a febbraio suonammo per "Greenpeace" a Genzano insieme a Elettrojoyce dissi che i brani in italiano sarebbero usciti in cd.
Con Filippo Gatti ho avuto l'occasione di parlare una volta per telefono: una lunga conversazione sulla scena musicale romana, sulla stronzaggine della gente che vuole arricchirsi sui sogni di giovani musicisti, consigli vari.
Mi ero fatto una buona impressione.
Purtroppo quella sera qualcosa non funzionò nel verso giusto.
Sapevo che Filippo non amava i concerti troppo lunghi (e sono ancora d'accordo con lui, salvo rari casi, tipo Cure, Cocteau Twins e altri pochi gruppi che ho sentito on [...]

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