Mitiche Torri e sogni infranti

Mitiche Torri e sogni infranti.
La verità è che non ce la facciamo più a tenere insieme tutti questi spazi di libertà che abbiamo osannato fino all'altro ieri e oggi ci confondono, ci fanno parlare lingue diverse come a Babele – e la mitica torre delle discordie umane e della loro caduta nel marasma e nell'ingovernabile disordine globale è la perfetta metafora di quanto oggi stiamo vivendo e soffrendo, il nostro inferno in Terra, la Maledizione del Terzo Millennio.
Dall'Indonesia e Istanbul degli ultimi attentati al 'rewind' dell'anno orribile 2015 fitto di morti e feriti civili la dolente coscienza nuova dell'Europa e del mondo post Babele sa che dobbiamo convivere col male necessario del terrorismo islamico che aspira a farsi Stato sovranazionale e novello Impero del Male - che infiltra i suoi soldati nelle periferie delle nostre città e molesta le nostre donne e ci cogliona di sovrappiù perché gli diamo gratuitamente gli appartamenti-covi e il vitto e le sigarette e le schede telefoniche che ritroviamo, poi, nei cassonetti di Parigi, ad attentati conclusi e i morti agonizzanti nelle strade e nelle piazze insanguinate e il lamento lugubre delle auto ambulanze che corrono impazzite nella città immobilizzata nel suo spavento.
E nessun ordine nuovo appare all'orizzonte di questa Era maledetta che ci sembra una terza mondiale diffusa e guerreggiata nelle città contro i civili inermi e siamo tutti soldati o 'crociati' - come ci chiamano gli imbecilli indottrinati dall'Isis - di un Medioevo di ritorno delle guerre di religione e di civiltà vanamente esorcizzate a parole dalle sinistre di s-governo e dagli immedicabili 'buonisti' di ogni risma - e chissà che altro di più nefasto e maggiore di quanto è avvenuto ad Istanbul ed in Indonesia dovrà accadere perché un pizzico di 'grano salis' maturi in quelle zucche compiaciute della loro imbelle bontà e del sogno che è andato in frantumi de 'tutti insieme appassionatamente'.

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