Momenti

Mi è tornato tra le mani un piccolo libro che avevo dimenticato.
Nel mucchietto di pagine delicate, gioie quotidiane minime, che proprio per il fatto di essere tali a volte passano inosservate.
Parentesi della giornata semplici e pur piacevoli, come quel momento sospeso nel tempo, che è la sgranatura dei piselli.
Un tavolo e sopra, la montagna dei baccelli verdi, un foglio di giornale in cui raccogliere quelli vuoti, una ciotola e una sedia.
Null’altro.
Così equipaggiati si potrebbe stare ovunque.
In mezzo al mare blu, o nello spazio nella scia di una corrente cosmica, o nel profondo della foresta amazzonica in compagnia di coloratissimi pappagalli.
O nella propria cucina.
L’effetto è lo stesso.
La posizione sulla sedia è quieta, raccolta, quasi di preghiera.
Il capo un po’ inclinato e gli occhi a cercare ogni tanto quelli dell’eventuale aiutante, col quale scambiare a voce sommessa, parole piane e poco impegnative.
Perché, i toni concitati o litigiosi, o i discorsi complessi, mal si adattano al curar piselli.
Ne verrebbe turbato il ritmo.
Una leggera pressione, il baccello si apre e con un dito facciamo scorrere le palline verdi nella ciotola, in fila come tanti soldatini, il baccello vuoto invece, finisce sul foglio del giornale.
Trrc frrr toc , trrc frrr toc …e così via, come un buon mantra casalingo.

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