Monito UE all'Italia: sforzi strutturali pari a zero. MEF: conti in linea, apprezzati a primavera 2019

(Teleborsa) - L'Italia resta fanalino di coda d'Europa per la crescita, la più bassa dei 28 Paesi assieme a quella del Regno Unito.
Per entrambi i Paesi il PIL 2018 crescerà dell'1,5%, per poi rallentare a +1,2% nel 2019.
E' quanto rileva la Commissione Europea nelle previsioni economiche di primavera.  Gli sforzi strutturali fatti dall'Italia per il 2018 "sono pari a zero, questi sono fatti che emergono dalle nostre previsioni e possiamo anche trarne delle conclusioni in termini di sorveglianza dei conti, ma non è una lezione da trarre oggi, ne parleremo nel pacchetto di primavera" del 23 maggio.
A dirlo è il commissario agli affari economici Pierre Moscovici rispondendo a chi gli chiedeva se l'Italia avesse fatto lo sforzo dello 0,3% che la UE aveva chiesto al Governo.
"È opinione del Ministero dell'Economia e delle Finanze che la contabilità definitiva del 2018, che potrà essere apprezzata soltanto nella primavera 2019, mostrerà un andamento in linea con le regole europee".
Replica il MEF aggiungendo che "il deficit strutturale rimarrebbe invariato tra 2017 e 2018, secondo le stime della Commissione, mentre il Governo ha stimato una riduzione di un decimo di punto percentuale nel 2018, a partire da un saldo 2017 migliore delle stime precedenti".
In Italia - ha detto l'UE nelle previsioni primaverili - pesa l'incertezza politica "che è diventata più pronunciata e, se continuasse, potrebbe rendere i mercati più volatili e avere conseguenze sui premi di rischio". 

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