Morin: "Salvarsi dalla catastrofe è improbabile, perciò ci spero"

da LA STAMPA 27/03/2011 - INTERVISTA Morin: "Salvarsi dalla catastrofe è improbabile, perciò ci spero" Da domani a Torino, convegno per i suoi 90 anni Edgar Morin sarà a Torino da domani a mercoledì per un convegno organizzato in occasione dei suoi novant’anni sul tema «La Cultura della Cultura.
Il pensiero della complessità e le sfide del XXI secolo» (ore 10-18, presso l’Aula magna del Rettorato, in via Verdi 8).
Morin aprirà i lavori con una lectio magistralis dal titolo La crisi della cultura e martedì terrà un dialogo pubblico con Gustavo Zagrebelsky su «Etica, responsabilità e solidarietà».
In conclusione, il sociologo dialogherà con i relatori e il pubblico Parla il grande sociologo, che ha incendiato il dibattito in Francia con il suo nuovo libro in cui indica La Via “per l’avvenire dell’umanità” ALBERTO MATTIOLI CORRISPONDENTE DA PARIGI Il primo problema da risolvere per intervistare Edgar Morin è trovarlo.
Alle soglie dei 90 anni (li compie l’8 giugno), dopo aver scritto i sei volumi della Méthode, molti altri libri e un’infinità di articoli, il celebre sociologo e filosofo francese (ma di famiglia italiana e d’ascendenza ebraico-spagnola, il vero nome è Nahoum), non ha nessuna intenzione di andare in pensione.
Torna dal Marocco e subito riparte per il Brasile.
Bisogna prenderlo al volo mentre, nella sua casa parigina, si prepara a ripartire per Torino dove da domani sarà festeggiato come merita.
Continua a pensare e a scrivere come ha sempre fatto: interdisciplinare e indisciplinato.
Il suo ultimo libro, La Voie («La Via», la maiuscola è più che voluta), sottotitolo «Per l’avvenire dell’umanità», ha incendiato il dibattito intellettuale francese.
È un catalogo dei molti mali del mondo (sociali, politici, economici, ambientali, educativi e così via) e delle possibili riforme, prima che la catastrofe sia definitiva.
La constatazione è pessimista, il programma ottimista.
«Non ragiono per certezze, ma per probabilità.
È probabile che il mondo corra verso una catastrofe.
Ma la storia è piena di avvenimenti improbabili che si verificano con effetti benefici.
Pensi ad Atene: nessuno avrebbe potuto pensare che una piccola città potesse sopravvivere a due attacchi dell’enorme impero persiano e regalare al mondo la democrazia».
Applichiamo la lezione all’attualità politica.
Cosa pensa delle rivoluzioni arabe? «Dimostrano che il mondo arabo non è necessariamente condannato o alla dittatura militare o a quella teocratica.
Le aspirazioni profonde dei popoli sono [...]

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