Morsi e i superpoteri: l'Egitto rischia di scoppiare

E' bastato un annetto scarso e la falsa rivoluzione egiziana è già stata tradita.
Come era facile prevedere (l'avevo previsto pure io nella mia più totale ignoranza) l'Egitto sta veleggiando verso la guerra civile o comunque verso una profonda spaccatura sociale con scenari preoccupanti.
Il Fratello Musulmano Morsi ha già gettato la maschera e si è rivelato per quello che non poteva non essere: un dittatore camuffato da presidente.
Il presidente egiziano (ispirato da Allah e dal Corano) si è attribuito poteri che nemmeno il tanto vituperato Mubarak aveva nemmeno pensato di arraffarsi.
Arrivato al potere anche grazie alla solita totale insipienza degli americani e appena incensato per la tregua fatta firmare a Israele per salvare i terroristi di Hamas di Gaza, Morsi con uno scarno comunicato ha presentato il conto a tutti e principalmente agli egiziani e, perché no, pure all'Occidente miope.
Forte della larga maggioranza in parlamento e dell'appoggio degli unici due partiti organizzati sul territorio, oltre che del fatto di brandire più o meno sfacciatamente il Corano come fonte di legge, Morsi si è attribuito in quattro e quattr'otto il potere di stare al di sopra anche della legge: qualunque decisione esecutiva del presidente è inappellabile.
Credo non ci sia bisogno di spiegare cosa ciò significhi.
Ma in un paese sempre più povero, lacerato da forti conflitti sociali, attraversato da estremismi religiosi e divorato dalla corruzione questa decisione ha scatenato immediatamente le proteste.
E i manifestanti sono tornati in piazza Tahrir e nelle altre piazze da Alessandria a Ismailiya fino al sud.
Per la prima volta Baradei, Sabbahi e i copti finalmente a fare una voce unica contro chi, dopo essersi accaparrato i frutti della rivoluzione senza avere mosso un dito, adesso pretende di trasformare il paese più importante del mondo arabo in una satrapia musulmana, una specie di Iran sunnita.
Le proteste sono già iniziate e altre sono in fermento, con la speranza che tutti i laici di Egitto facciano fronte comune.
La speranza è che non sia troppo tardi per rovesciare un governo eletto in modo scorretto (il parlamento è già stato sciolto), con un presidente eletto con una percentuale minoritaria e che in pochi mesi ha messo mano all'esercito e al potere politico e adesso prova pure ad arraffare anche quello giudiziario.
E l'occidente che fa? Udite, udite alla buon ora esprime preoccupazione per la "svolta" autoritaria di Morsi.
Ma in che mondo vivono questi sedicenti esperti di geopolitica e di diplomazia [...]

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