Morte a Perugia di Simona Castiglione

Pubblico qui un bel racconto che mi ha mandato  Simona Castiglione.
La foto è di Anna Confalone.
Che bello avere ospiti!   MORTE A PERUGIA   Oggi lo sanno tutti, se sei una ragazza e studi a Perugia può capitarti di venire ammazzata.
La cosa strana è che questo avvenga nel “salotto d’Italia”: ci sono tante città del Belpaese che si contendono questa definizione.
Ma a nessuna sta bene come a Perugia.
Quando arriva il tardo pomeriggio, in corso Vannucci si fanno “le vasche”.
Le persone sciamano prima a decine, poi a centinaia, da piazza Italia e dai giardini Carducci fino a piazza IV Novembre attraversando il corso in lungo e in largo.
In lungo, ogni dieci passi si fermano a salutare un parente, un amico, un conoscente.
In largo si dedicano a rimirare le vetrine delle boutique e dei negozi di scarpe, fanno un salto in libreria o in profumeria (a seconda di quale sia il bisogno primario del giorno: un libro o un nuovo colore di lucidalabbra), si fermano in uno dei tanti bar eleganti per l’aperitivo o, se fa caldo, nella gelateria “Venezia” cha sta all’inizio della via, dalla parte della rocca Paolina.
Tutti si presentano al meglio per l’appuntamento serale, le donne col vestito costoso e la piega ben fatta, gli uomini col completo e la valigetta, o con gli abiti casual di chi, per quel giorno, si è liberato dagli impegni lavorativi ma non dall’amore per le griffe.
Se sono studenti formano colorati capannelli qua e là per il corso, i loro abiti sono informali ma attraggono l’attenzione.
I quarantenni sbirciano le gambe delle ventenni in passeggiata.
Ogni tanto qualche artista di strada allieta la via con musiche e canti, ma i perugini lo guardano di traverso.
A meno che non sia luglio: quando a Perugia c’è Umbria Jazz, si accetta tutto.
Perfino i “punk a bestia” che con i loro cani riempiono la città, assieme a musici e giocolieri.
Per i cittadini sono un male necessario, un tributo da pagare annualmente pur di mantenere viva la manifestazione più prestigiosa mai ospitata a Perugia.
Da alcuni anni a questa parte, il cambiamento della città, che si riempie di molteplici tipologie di turisti italiani e stranieri, è tollerato anche per Eurochocolate, in ottobre.
Ma, appunto, solo di periodi si tratta.
Subito dopo tutto deve tornare normale per i perugini (per gli studenti no, a loro va bene tutto).
Normale significa immobile, invariabile, possibilmente inerte.
I mesi dell’anno scanditi dalle arti e dai mestieri, scolpiti da Nicola Pisano alla fine del 1200.
sulla Fontana Maggiore, sono [...]

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