Moscovici, lavoreremo con l'Italia per evitare le sanzioni

“Ci aspettiamo che il governo italiano rispetto l’accordo raggiunto in Europa al termine di una lunga trattativa.
Come dicevano i latini, ‘pacta sunt servanda’.
Lo ha detto il Commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovici in un’intervista al Tg5 a margine del Forum economico mondiale, spiegando che “l’Italia deve rispettare le regole comuni, dobbiamo monitorare che ciò avvenga e quindi controllare che la gestione del bilancio sia corretta”.
“Lavoreremo insieme” nella direzione del dialogo, ha affermato “non ho mai favorito le sanzioni, penso siano sempre un errore, togliamoci questa parola dalla testa”.
“Non posso prevedere” quale sarà la nuova previsione di crescita 2019 della Commissione europea per l’Italia, ma “di solito le nostre stime non sono molto diverse da quelle delle altre istituzioni internazionali, e dovremo valutare le conseguenze nel caso di peggioramento” ha detto Pierre Moscovici.
Le stime Ue d’autunno davano un +1,2% di crescita italiana 2019, il doppio rispetto alle nuove stime di Fmi e Bankitalia (0,6%).
Un peggioramento così netto ha fatto parlare di manovra correttiva.
Rassicurazioni arrivano dal ministro dell’economia Giovanni Tria.
“Escludo una manovra correttiva legata al rallentamento della crescita.
Il nostro obiettivo concordato con l’Ue è sul deficit strutturale, che non tiene conto dell’andamento dell’economia”.
“Avere una crisi fatta di sole provocazioni non ha senso.
E’ assurdo e deve finire”.
Così Pierre Moscovici, commissario Ue agli Affari economici, commenta in un’intervista al Tg5 la tensione alle stelle fra Roma e Parigi di questi giorni di cui – ha aggiunto – “mi rammarico”.
Moscovici ha spiegato che l’Italia “non corre il rischio di essere isolata” in Europa: “dobbiamo abbassare i toni e creare una buona relazione fra i due Paesi” che condividono una visione comune sull’euro e i cui cittadini sono “cugini”.
E sulle tensioni con la Francia Tria precisa :”Non credo” che i dossier fra Italia e Francia, come Fincantieri o Alitalia, “possano risentire di quello che per ora è solo uno scontro mediatico.
Non c’è alcun interesse italiano ad andare allo scontro con la Francia, la Germania o altri paesi europei.
Si creano delle tensioni in periodo pre-elettorale”.