N° 3 - è tratto distintivo della dignità umana assumersi il coraggio di affermare che ci sono comportamenti da condannare.

Se stiamo qui, su questo portale intendo, un “motivo intimo” credo che ci debba necessariamente essere.
Un motivo che forse è sconosciuto anche a ciascuno di noi visto nella propria “individualità”.
Un motivo che forse dovrebbe,  esso medesimo, sconsigliarci di essere eseguito.
E suggerirci di praticare, invece, una delle tante alternative sempre possibili.
 Meno una! Un motivo che, tuttavia, solo a consuntivo, potrà dimostrare la sua reale valenza sostanziale.
Un sogno agognato, vissuto, realizzato; oppure rilevarsi un rituale calesse  che, al termine della salita, inopinatamente, ci travolge lungo una scarpata mal ingaggiata.
Solo perché questa era la sua natura.
 Sin dall’inizio del percorso.
  Stare su un portale, questo o un altro qualunque non ha importanza, è come stare “in strada”: lungo viali, corsi, vicoli, gradinate, piazze e quanto altro permetta di poter “esistere”.
 Anche soli.
Con un cartello che possa farci compagnia oppure un cane, meglio ancora.
Oppure girare per le campagne o boschi.
Anche divincolarsi fra le porte socchiuse di un  “cortile” che mostra ancora voglia di vivere.
Pure un balcone o una finestra di una piccola casetta possono offrire un mondo intero di alternative.
Un tetto, anche quando è di un azzurro senza profondità.
Tant’è che alternative praticabili non mancano.
Mai.
  Allora perché insistere a stare qui? Io non so rispondere; e tu? Tu lo sai? Lo hai compreso? E sei in grado di seguire le tue convinzioni?   Se sei qui vuol dire che o stai nelle mie stesse condizioni oppure sei in grado di svelarci l’arcano.
Il mistero che ci attanaglia; impotenti.
  Io e te; e gli altri.
Pure loro.
  Allora rileggo il testo e mi fermo di nuovo: Non sono in grado di comprenderne, a pieno, il senso e il fine; neppure digerisco se sono due cose diverse.
  Scompongo i periodi, analizzo le preposizioni e utilizzo anche il 3CANI di De Andrè, e mi ritrovo allo stesso punto di partenza.
Non fermandomi sul “maiale”, bensì sulla "porcata" chiamata “spiare”, con fiele casereccio invece di mistiche preghiere, e subito mi assale la tentazione di espiare.
Ma cosa? Ricerco il misfatto o il non fatto a cui ottemperare con una DEGNA operazione riparatrice.
Espiatrice; come fosse un Dono ricevuto sebbene mai meritato.
Una "Ode" inespressa.
Ma accettata in virtù del Silenzio Attivo.
Quando è positivo.
Lo spero! Continua...
   In quanto DOVUTO ai "Claudio" residuali.
                                           

Leggi tutto l'articolo