NAPOLI-MANFREDONIA 3-0 HABEMUS BOGLIACINO!

Non è un caso se la prima vera prestazione convincente di Mariano Bogliacino in campionto sia coincisa con il largo successo odierno degli azzurri.
Il fantasista uruguagio, uinica novità dalla cintola in su rispetto alla squadra della passata stagione, sta vincendo le sue timidezze, assumendo sempre maggiori iniziative sia in fase di finalizzazione (vedi la traversa colpita con una legnata dal vertice dell'area di rigore), sia di costruzione che di contenimento (ha recuperato un buon numero di palloni non disdegnando il corpo a corpo a centrocampo).
La collocazione tattica più arretrata, che lo ha visto salire anche in cabina di regia quando è uscito Fontana, gli ha conferito maggior libertà di manovra e più tempo per ragionare.
Restano comunque notevoli i suoi ulteriori margini di miglioramento.
Altra importante indicazione fornita dall'incontro con il Manfredonia è l'accresciuta capacità di concretizzare le occasioni su calcio piazzato.
Troppe volte, nelle precedenti circostanze, si erano sprecate in modo addirittura irritante numerose chance sui tiri da fermo.
Il gol di Fontana su tocco corto di Capparella fermato da Calaiò e l'incornata di Romito su parabola dello stesso Fontana, dimostrano una maggiore applicazione degli schemi provati in allenamento.
Per il resto, solita fiammata iniziale del Napoli, dalla quale il Manfredonia esce quasi miracolosamente indenne.
Ma al contrario delle precedenti partite, il Napoli non accusa le solite pause di non gioco, incalzando senza soluzione di continuità la difesa ospite con arrembaggi di diversa intensità.
La maggior occasione al 21' del primo tempo, quando una bordata di Bogliacino dal vertice sinistro dell'area pugliese scuote la traversa.
E' il preludio al gol su punizione di Fontana, realizzato alla mezz'ora.
Ripresa senza storia, a causa anche di un Manfredonia poco reattivo che restava prima in dieci per l'espulsione di Terracciano (doppia ammonizione) e, subito dopo il raddoppio di Romito, in nove perché anche Menolascina era costretto ad abbandonare il terreno di gioco per aver vibratamente protestato nei confronti dell'arbitro a causa di una presunta (quanto inesistente) carica al portiere del difensore azzurro in occasione dell'incornata vincente.
L'ennesima giornata senza patemi di Iezzo, che ha dovuto compiere un solo intervento su conclusione da posizione angolata di un attaccante avversario, la dice lunga sulla indiscussa supremazia degli uomini di Reja durante tutto l'arco della partita.Segnali di ripresa arrivano, oltre che da Bogliacino [...]

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