NEBULOSE GIGANTESCHE

Gli astronomi australiani e americani  hanno scoperto le cosidette super nebulose planetarie ai confini dell'universo.
La differenza consiste che  le nebulose planetarie, osservate finora sono molto diverse da questi giganti cosmici, ricordiamo che sono  gusci di gas e polveri espulsi da stelle morenti più piccole del Sole, mentre le super nebulose   si trovano invece attorno a stelle "progenitrici"  grandi più di dieci volte  del nostro Sole.
Ruotano, intorno ad esse, una massa di materia più  del  doppio rispetto a quella del Sole.
I ricercatori, grazie ai radiotelescopi,   hanno osservato 15 oggetti con forti emissioni radio, il risultato è che la posizione corrispondeva a quella di altrettante nebulose planetarie osservate con i telescopi ottici.
Già da tempo i ricercatori controllavano la zona e hanno rilevato che si trattava proprio di una  super nebulose, le quali emettono delle radio-sorgenti estremamente potenti.
Per osservare meglio, in futuro,  saranno necessari radiotelescopi più potenti di quelli attuali, come le antenne che si estenderanno per un chilometro quadrato dello Square Kilometre Array, al quale contribuiscono 19 Paesi e che dovrebbe essere completato nel 2013 nel deserto australiano.
Dovuto neccessariamente per riuscire ad osservare meglio le 15 nebulose che sono tre volte più luminose delle galassie più brillanti della Via Lattea.
Inoltre alla conferenza del'avvenimento, si è discusso, qual'è il futuro dell'universo, se ci sarà mai una fine.
Ipotizzando, tra discussioni e altrettante discordie, la fine dell'universo non succederà prima di 7.5 miliardi di anni.
Basandosi su dati come l'entropia ( misura del caos) basandosi sui contributi di tutti gli oggetti celesti, dalle stelle alla radiazione di fondo, dalla stessa materia oscura e sopratutto dai buchi neri, sembrerebbero in aumento di 30 /40 volte in più del previsto.
 

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