NEL CICLISMO CONDIVISO ENTRA IN SCENA ANCHE IL CRITERIO DI APPARTENENZA ALLA SECONDA SERIE

Tanto si è discusso nei trascorsi anni sui criteri di appartenenza alla Seconda Serie,  ma l'attribuzione attuativa ad un organo "superpartes" da quando venne istituita da Udace Csain,  non è mai stata affrontata radicalmente  , ed ora  divenuta elemento di interesse in vari Enti, torna di assoluta attualità e discussione Dopo che la collegialità tra gli Enti ha istituito una Consulta con i criteri di base per la gestione del libero ciclismo, è interessante a livello promozionale territoriale  in un raggio comprensorio di 200-300 Km, avere UN ORGANO SUPERIORE che identifichi la reale appartenenza di un ciclista in Seconda Serie,  onde evitare il solito rumoreggiare degli atleti su taluni personaggi vincenti, che  immancabilmente vengono ritrovati partecipi in questa serie.
Noi pensiamo che  questa potrà essere la risoluzione dell'eterno problema sul criterio di appartenenza alla serie cadetta e auspichiamo che in futuro dopo una primaria esperienza territoriale, possa essere estesa a livello nazionale  La motivazione è una e unica, ovvero la poca serietà dei Comitati nell'affrontare la problematica sui criteri di appartenenza a questa realtà,  in osservanza a regolamenti molto superficiali e lasciati alla discrezionalità di singolo comitato .
A questo scopo si sta programmando una riunione collegiale per affrontare le problematiche della Seconda Serie in condivisione tra ACSI, CSAIn, ASC, LIBERTAS e UISP Questi sono gli Enti che sino ad oggi l'hanno adottata e siano i benvenuti altri Enti che l'adotteranno in futuro, infatti con le capacità informatiche di cui si dispone oggi,  è assurdo che tutto venga lasciato ad una valutazione blanda, personalistica  e tante volte oseremmo dire anche clientelare dei singoli Comitati negli Enti di appartenenza Quali saranno i veri criteri di valutazione e come gestirli  è il tema di questa prossima riunione che in un primo tempo coinvolgerà la Regione Piemonte per poi  estenderla ad un raggio superiore di 200 - 300 Km in cui  è coinvolta anche la vicina Lombardia.
E' un primo passo per affrontare seriamente la problematica vista la volontà degli Enti citati  nel rispetto dei dettami che la Consulta Nazionale ha approvato o approverà in futuro.
 

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