NELLO SCRIGNO DELLE ESSENZE

Voglio vederti danzare, ancora una volta fallo per me, solamente per me.  In questa stanza, dove la luce non ha ancora sottoscritto il quotidiano patto d'alleanza con gli occhi.
Spontanea, a piedi scalzi, senza vanità.
Autorizzami ad immaginare l'espressione del tuo volto; chissà se sorriderai o se in controluce brillerà il riflesso di una lacrima.
Senza musica, sciogli i tuoi lunghi capelli e nell'aria disegneranno immaginifici pentagrammi.
Portami dove vuoi con le tue composizioni, diffondi effluvi di mirtillo e pino mugo o di zagara e ginestra...
E ancora di legno di corbezzolo e menta selvatica! Decidi tu.
Dona un corpo, il tuo, allo spirito della melodia e del ritmo.
Fallo esprimere, godere, esultare! Fino a quando ti ritroverai stremata e felicemente lieve.
Poi siedi sulle mie ginocchia e condividi un calice di questo rosso corposo con me.
Riposa appoggiando senza esitazione la tua guancia sulla mia.
Non un bacio, non una carezza, fugato sarà ogni dubbio.
Io metterò da parte l'istinto, tu riponi la tua seduttiva fragranza femminile.
Nutriamoci di un momento sfuggevole che non potrà sviluppare radici.
Distilliamo i nostri cuori.
Rimaniamo amici.

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