NESSUN MISTERO PER RENZI

La decisione di Matteo Renzi di uscire dal Pd e di fondare un suo partito sta facendo scorrere fiumi d’inchiostro.
Alcuni dichiarano addirittura di non capirla mentre in realtà è chiarissima e razionale.
Al massimo si presta ad alcune considerazioni riguardanti lo stile e il modo di far politica.
In occasione delle trattative per formare il nuovo governo, Zingaretti ha detto che il Pd poneva come conditio sine qua non la discontinuità e in particolare che non ci fosse Conte a capo del governo.
Precisando: “Se Di Maio insiste non si va da nessuna parte”.
In quell’occasione, con un articolo del 31 agosto (1), io l’ho vivamente criticato.
Un vero leader non aspetta che l’altro “insista”, reagisce e basta.
Diversamente dà all’altro la sensazione di non essere risoluto.
E in effetti Zingaretti non lo era.
In quel momento scrivevo: “Zingaretti sarà un buon capo partito, ma non ha idea di come ragionassero Giulio Cesare o Napoleone.
Il grande condottiero non soltanto fa mosse coraggiose, e al...

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