NO AD UNA POLITICA DELL'ODIO *

Pensando a chi questa settimana poteva essersi trovato scherzosamente in fuorigioco,mi sono venuti in mente alcuni dei ripetuti episodi Kafkiani in salsa italiana accaduti recentemente.Claudio Brachino travestito da detective privato sulle tracce  dei calzini turchesi del giudice Mesiano,Rutelli che finalmente trova il pretesto per abbandonare il Partito Demoscratico, il duopolio Bersani - D’alema che viene considerato come il nuovo che avanza.
Ma  la notizia che  più ha appassionato la mia penna è quella riguardante Piero Marrazzo, stimato giornalista ma soprattutto governatore della Regione Lazio.
Da socialista libertario, non mi avventuro in premature considerazioni populiste e demagogiche, la mia formazione politica mi ha insegnato che, lo spiare nella vita privata degli individui, violando la privacy , non dovrebbe essere mai una metodologia di giudizio politico tout court nei confronti di un leader.
Il tutto è imperversato come una tempesta su l'uomo Marrazzo Questa vicenda però dovrebbe insegnare a tutti coloro i quali si reputano garantisti,che garantisti lo si deve essere sempre e comunque e non soltanto a corrente alternata.
In questo Berlusconi e Marrazzo sono state vittime della stessa ghigliottina mediatica utilizzata dai boia di turno come Santoro,Travaglio e molti altri pseudomoralisti.Ormai si è diffusa una endemica patologia che ha seriamente invaso il sistema mediatico nazionale,nel quale si cerca disperatamente di screditare la politica, solcando i mari dell’antipolitica, ed alimentando nell’opinione pubblica il disprezzo per tutti coloro che apparentemente apparterrebero alla famigerata casta.
Ambedue hanno volontariamente avuto relazioni extraconiugali, ma nessuno dei due ha mai commesso alcun tipo di reato.
Questo dimostra ancor di più come ormai sia consuetudine screditare gli uomini politici, non facendo loro opposizione politica nelle sedi competenti, ma bensì aspettando il momento opportuno per acuire delle debolezze personali che, condivisibili o meno, dovrebbero riguardare esclusivamente la vita privata di ogni individuo.In conclusione, credo che Marrazzo,abbia il diritto di continuare a governare la propria regione fino allo scadere del proprio mandato,come anche Berlusconi giustamente sta continuando ad esercitare democraticamente il suo ruolo di Premier dopo lo scandalo d'Addario.Sarebbe più sensato che la stampa,i cittadini e le rubriche di approfondimento si  preoccupino più accuratamente della crisi economica, dell’esponenziale dramma del precariato e di molte altre [...]

Leggi tutto l'articolo