NOI ... CON LORO (DAVVERO)

Ammiravo il riflesso di Gaia allo specchio mentre si stendeva accuratamente il mascara lungo le sue ciglia nere.
Era terribilmente eccitante guardarla mentre si truccava con calma e sapere che di lì a poco il suo corpo sarebbe stato esplorato con avidità da un'altra donna, immaginare che avrei visto i suoi occhi accendersi e infuocarsi e come in una dolce e piccante sfida incontrando i miei "guarda Leo sto godendo insieme a te ma non sei tu a toccarmi".
Aveva scelto un completino intimo nero di seta e pizzo che faticava a contenere il suo seno che oggi pareva più ansioso del solito di esplodere fuori da lì.
Camicetta un po' scollata, scarpe femminili di un bel rosso accesso ma per nulla volgari.
"Ecco sono pronta" si gira verso di me con il suo sorriso da ragazzina incontenibile, poi un "Andiamo davvero?" solo per essere rassicurata, per avere una leggera carezza sul viso.
Prende la borsa ed un minuto dopo siamo in automobile direzione Firenze.
Ci aspettano un tavolino, due sedie, uno Spritz Aperol, un Negroni, una coppia con la quale, se tutto va come deve andare, condivideremo un ricordo di estasi e piacere che rimarrà indelebile.
Soprattutto per me e Gaia perché quella sarebbe rimasta da lì a per sempre la nostra prima volta.
Durante il tragitto giochiamo e ridiamo come sempre "Leo mi sa tanto che stasera ordino un Negroni anche io.
Ho bisogno di sciogliermi un po'" esplode a ridere "e non mi dire che mi fa male alla stomaco sto prendendo il gastroprottetore dottorino ansioso".
Ha bisogno di sciogliersi perché il vulcano Gaia possa esplodere in una eruzione travolgente.
Lo fa anche con me.
Quando siamo ai matrimoni degli amici beve tanto solo per poi avere la scusa di farmi piedino sotto il tavolo, potarsi qualcosa alla bocca e succhiarlo con le labbra, mandarmi in un SMS con scritto "Ho trovato un posticino carino, puoi mollare un attimo gli sposi che te lo mostro?" perché sa che esattamente dopo cinque secondi sarò lì a prenderla senza se e senza ma.
E lei è lì pronta a ricevermi, già pronta ad eruttare piacere.
Una volta uno zio della sposa non ben identificato ha aperto la porta e ci ha visti, eravamo in un castello e io la stavo prendendo da dietro contro il muro medievale e le stavo dicendo che era la più porca di tutte le castellane che avessi conosciuto.
Lei rideva.
Sino alla vista dello zio di Sara.
Si era tirata per un secondo giù la gonna del vestito di seta e poi si era girata verso di me, lo zio aveva richiuso la porta brontolando qualcosa e lei si era messa a ridere di nuovo, così avevo [...]

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