NON POSSO FARCI NIENTE, RENZI NON MI CONVINCE

  Probabilmente è un caso.
Eppure, da quando Matteo Renzi è stato nominato Presidente del Consiglio Italiano non mi viene da scrivere un abbozzo di post che tratti di attualità politica.
Anzi, non mi viene da scrivere nulla se non qualche pezzo attinente al podismo, mia grande passione.
Il motivo di tale sterilità creativa, che probabilmente a qualcuno non dispiacerà, credo debba addebitarsi alla totale disistima politica che nutro nei confronti dell'ex sindaco di Firenze, assurto a Palazzo Chigi pugnalando letteralmente alle spalle il suo predecessore Enrico Letta; dopo averlo rassicurato in più di un' occasione di stare sereno perché lui, Renzi, non aveva alcuna intenzione di fare il Premier senza prima passare per le urne.
Altro motivo della mia disaffezione a Renzi e alla politica in generale potrebbero essere i tanti temi su cui l'attuale Premier, sia da sindaco che da Segretario del PD, s'è contraddetto in più di un'occasione pubblica al punto che Grillo glielo rinfacciò in diretta streaming definendolo “inaffidabile: un giorno dici una cosa e il giorno dopo ti smentisci”.
Ma forse il motivo principale della mia totale sfiducia verso Renzi deriva dal fatto che i primi a non credere in lui sono molti del suo stesso partito, il PD.
Ogni qualvolta che in Parlamento si deve votare un provvedimento emanato dal governo, ascoltando o leggendo le cronache, risulta evidente che il rischio che quel provvedimento non passi non deriva dal voto contrario dell'opposizione ma da quello incerto di parte di un gruppo di parlamentari del PD.
In particolare dei cosiddetti civatiani e cuperliani.
E che dire se da dichiarazioni di più di un membro dello stesso governo Renzi è risultato e risulta che alcuni ministri - quelli non di matrice renziana o non del PD - sembrano non essere del tutto allineati alla linea politica tracciata dal Premier e non lesinano di criticarlo appena gliene si presenta l'occasione? Vedere Renzi fare accordi politici con il pregiudicato/plurinquisito Berlusconi - dopo averne chiesto esplicitamente l'espulsione dal Senato all'indomani della sentenza definitiva che condannava il cavaliere a quattro anni di carcere più l'interdizione dai pubblici uffici per frode fiscale - nonostante molti del PD non condividano tale scelta; o scorrazzare per l'Europa e il mondo atteggiandosi a statista, dichiarandosi ottimista sul futuro dell'Italia mentre il paese continua a soffrire una crisi da cui non sembra esserci via d'uscita, crea non poco imbarazzo in chi come me associa Renzi all'immagine del Peppino De [...]

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