NOTA ALL'ARTICOLO PRECEDENTE

Se parlassi di me per il piacere di parlare di me, sarei soltanto un seccatore.
Ma se, per una volta, sul modello di Michel de Montaigne, esaminassi me stesso come semplice “échantillon”, “modello”, “pattern” d’umanità o, come si dice anche, “case history”, in modo che ciascuno possa applicare quel singolo caso a un problema generale, allora parlare di me potrebbe essere perdonato.
Ho un caro amico, per giunta vitale ed ottimista per temperamento che, a proposito del mio articolo “Grandi uomini, grandi problemi”, mi ha scritto: “C’è qualcosa, nel tuo ragionamento, che va oltre la realtà, con un pessimismo troppo difficile per avverarsi”.
Gli avrei potuto cordialmente rispondere che il pessimismo non è plausibile secondo che sia verosimile o inverosimile, ma secondo che sia giustificato o ingiustificato.
Ma poi ho pensato che forse lui mi sospettava di un punto di vista preconcetto per cui, di fronte ad ogni incertezza, io svolto verso il peggio.
E allora ho deciso di esplicitare come ...

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