Napoli milionaria

Nella commedia di Edoardo di Filippo c'è una celebre, speranzosa, frase: “A da passà 'a nuttata!”.
Ecco: questo è venuto in mente quando dopo una notte di estenuanti trattative, a Minsk, è stato trovato un "accordo" sulla vicenda Ucraina.
In quale atmosfera si è svolta la trattativa e qual è il reale l'accordo raggiunto? Le facce della coppia europea Merkel-Hollande, i due padrini del vertice dicevano tutto per comprendere lo stato di tensione e di ansia del francese e della tedesca: in certi momenti i loro visi erano due maschere completamente distorte dalla tensione, anzi, dal vero e proprio sentimento di terrore.
Putin, al contrario, esibiva la solita maschera di ghiaccio: quasi scherzava con il padrone di casa Lukashenko.
Probabilmente non considerava i suoi interlocutori molto credibili e quindi non degni di alcuna considerazione.
Aveva torto? Anche il ministro degli esteri Russo Sergeij Lavrov, esibiva una inaspettata vena goliardica, quasi a dimostrare come ritenesse di nessun interesse le parole degli interlocutori, evidentemente ritenuti non credibili.
Aveva torto anche lui? L'interminabile durata della trattativa ha dimostrato come i colloqui in realtà fossero difficilissimi con punti di disaccordo molto profondi.
Dopo una notte di intense trattative, quindi.
si è arrivati ad un "accordo", che è solo di facciata per non dimostrare il completo fallimento dell'iniziativa.
Va detto che non c'è stata alcuna dichiarazione congiunta e tanto meno una conferenza stampa unificata dei leader coinvolti.
E già questo la diceva lunga! Questo pseudo "accordo" prevedeva un “cessate il fuoco” a partire dalla mezzanotte del 15 febbraio, ed il ritiro delle armi pesanti in possesso dalle due parti entro 15 giorni dal cessate il fuoco, riforme costituzionali per garantire autonomia alle regioni ribelli.
Ma l'evidenza del completo fiasco del vertice si è avuta ascoltando le conferenze stampa, separate, di Putin e di Poroshenko.
Secondo Putin l'esercito ucraino intrappolato nella "sacca di Debaltsevo" deve deporre le armi.
secondo Poroshenko invece non vi sarà alcuna concessione di autonomia per le regioni ribelli ed inoltre i confini russo-ucraini, ora sotto controllo della milizia ribelle, dovranno tornare sotto il controllo di Kiev.
In sostanza, secondo l'interpretazione di Poroshenko la milizia ribelle del Donbass dovrebbe capitolare senza condizioni.
Era possibile che le due Repubbliche di Donetsk e Lugansk accettassero simili condizioni suicide? Si consideri oltretutto che la sostanziale capitolazione delle [...]

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